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24.12.2018

I primi turisti dotti Libro strenna con i loro racconti

È uscita in questi giorni la strenna di Natale curata dallo storico e scrittore Ernesto Santi, con testi legati a Soave. Viene distribuita nella sala delle feste di Palazzo del Capitano, in occasione delle feste, fino al 6 gennaio. Il volume Pagine soavesi raccoglie articoli, saggi, manoscritti inediti di personaggi illustri che sono venuti in visita qui, materiali d’archivio, il tutto riccamente illustrato. Il libro rievoca e ripercorre la storia del borgo murato, che ha nel suo castello il riferimento costante. Leggendolo, si nota come Soave rappresenti per chi l’ha visitato o incontrato nel suo passaggio, una terra unica, un capolavoro d’immagine e di sensazioni storiche, una dimensione della memoria permanente e penetrante. Nel volume, Santi ha raccolto gli apporti di numerosi autori e letterati, noti e meno famosi. I lettori devono tener conto dell’epoca in cui sono stati scritti e quindi indugiare e sostare sulle singole informazioni annotate da viandanti curiosi e motivati che danno ragione di ciò che hanno visto, hanno sentito e sperimentato, annotandolo. Si erano documentati sul luogo, partendo da una passione smisurata per la città di Verona e la sua provincia, di cui Soave era ed è un tassello oltremodo significativo. Tra gli altri, si trovano scritti, appunti e citazioni di Berto Barbarani, Bevilacqua, Silvestri, Bresciani, Sandri, Zambelli, don Pietro Zenari, Marin Sanudo e tanti altri che, nel loro tour turistico per la nostra provincia, non potevano tralasciare di fare una sosta a Soave. Le passeggiate, «intra ed extra moenia», rasserenavano, rinfrancavano, invitavano al dialogo e all’ascolto del tempo e della natura. Gli interventi, raccolti nel volume, riguardano innanzitutto il castello, ma anche gli altri scorci soavesi: i colli, le chiese, gli edifici storici e il panorama. «È l’elegante e godibilissima armonia di un paesaggio che è davvero unico», scrive Santi. «Su tale paesaggio s’insinua un’architettura rurale, che spesso lo completa e lo asseconda». •

Zeno Martini
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