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19.11.2017

Garganega, quel rito
che prelude al nettare

Verrà staccata oggi, a partire dalle 14, la Garganega appesa al fruttaio collocato nella parte alta di Porta Verona. Un rito che si rinnova dopo San Martino, da ormai 10 anni, grazie ai volontari dell’associazione Amici delle Antiche Torri. Uno spettacolo che non tutti, soprattutto i più giovani, sono abituati a vedere e che si svolgerà all’aperto, proprio all’interno dell’accesso principale alla cittadina murata. È lì che a settembre gli Amici delle antiche torri hanno messo ad appassire, per circa due mesi, otto quintali d’uva: dei bei grappoloni selezionati, donati al sodalizio da 50 agricoltori della zona del Soave, affezionati alla loro terra e ai loro costumi e sempre attenti a promuovere il prodotto principe dei colli soavesi.

La pigiatura dell’uva appesa al fruttaio di Porta Verona, servirà a produrre il mosto che, tra due anni, sarà travasato in bottiglie numerate e firmate dal sindaco Gaetano Tebaldi: saranno le prime bottiglie che il primo cittadino siglerà. Quindi saranno chiuse con la ceralacca sul tappo ed etichettate con il nome «Recioto di Soave Porta Verona 2017».

I volontari dell’associazione prevedono che tra due anni saranno pronte circa 400 bottiglie di Recioto Porta Verona da mezzo litro. Questo vino servirà in parte da rappresentanza e in parte per essere lasciato, per i prossimi due anni, sotto le cure di socio degli Amici delle antiche torri che terrà il mosto a riposare in botti di rovere nella sua cantina con l’obiettivo finale di ottenere un prodotto eccezionale.

Durante la manifestazione di oggi pomeriggio i volontari offriranno ai presenti pane con l’uva, la tipica merenda di una volta, che veniva data ai bambini di Soave nei tempi passati, da accompagnare al mosto d’uva, che si potrà già assaggiare, senza esagerare.

I bambini saranno coinvolti direttamente nella pigiatura perché, a turno, saranno chiamati a girare la «mostarola», ovvero la pigiatrice di un torchio risalente ai primi anni del Novecento, ancora perfettamente funzionante. «Questo per mostrare a più piccoli come si mostava l’uva nelle nostre corti un tempo, recuperando la tradizione soavese», spiega Ciro Bertolazzo, presidente degli Amici delle antiche torri, «la Garganega appesa al fruttaio di Porta Verona resta l’uva più fotografata d’Italia e anche questa iniziativa, ormai decennale, contribuisce a promuovere Soave e il Soave in tutta Italia e a rendere il nostro borgo davvero unico».

«Il ricavato della vendita delle bottiglie di Recioto 2015, è servito in parte a finanziare i lavori di restauro del capitello sul monte Boiolo, intitolato alla Madonna della Bassanella, rimesso a posto proprio questa estate dai volontari della nostra associazione», fa sapere sempre Bertolazzo, «mentre un’altra parte di fondi è stato distribuito in beneficenza, a favore delle famiglie più bisognose della nostra comunità».

«Il ricavato del Recioto Porta Verona del prossimo anno invece, servirà per sovvenzionare in parte il proseguimento del Museo itinerante all’aperto sulla viticoltura e l’arte vinicola che abbiamo già iniziato ad allestire alla base delle prime torri, lungo la parte interna della cinta muraria, in via Cangrande della Scala», conclude il presidente, «e in parte servirà sempre per aiutare chi più è in difficoltà».Z.M.

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