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domenica, 23 settembre 2018

Costeggiola risorge e ora cerca la normalità

Una ruspa al lavoro per ripulire Costeggiola FOTO AMATO

Dopo una nottata insonne, quella tra sabato e domenica, passata a salvare il salvabile, anche la domenica è passata con badili, secchi, pompe e stivali per i residenti della frazione di Costeggiola, frazione divisa tra i Comuni di Soave e Cazzano, che sabato sera è stata sommersa da fango e acqua. E ieri, dopo un breve riposo, ultimi lavori e conta dei danni. Tutta colpa dell’esondazione del torrente La Valletta, che non è riuscito a contenere i circa 170 millimetri di pioggia caduti in due ore, e ha così ricoperto di melma, sassi e detriti il centro abitato all’altezza di piazza Salvo D’Acquisto, fino all’ingresso sud della frazione. Stando alle varie centraline agricole della zona del Soave Doc e del Soave Classico, si passa da luoghi in cui il nubifragio ha scaricato 100 – 110 millimetri, come nel capoluogo, ad altri come in collina dove si sono raggiunti i 170 - 180 millimetri, tra le 18 e le 21. Una quantità d’acqua enorme, che ha allarmato naturalmente l’amministrazione comunale. Il sindaco, Gaetano Tebaldi, sabato notte ha attivato la Coc (Centrale operativa comunale)in municipio, richiamando in servizio dipendenti, vice segretario comunale, amministratori, forze dell’ordine e di polizia locale, carabinieri, tecnici e funzionari di Genio civile e Protezione civile, per tenere monitorati i corsi d’acqua minori e i due principali torrenti che già in passato hanno creato problemi idraulici in paese: l’Alpone e il Tramigna. Sorvegliata speciale per l’intera notte di sabato la paratoia di disconnessione, a San Bonifacio, tra Alpone e Tramigna. Ma problemi in questo ambito non ce ne sono stati per fortuna e il Tramigna a valle è riuscito a scaricare l’acqua piovuta così abbondante nell’Alpone. Qualche smottamento e rami spezzati da tagliare hanno interessato via Monti, la strada provinciale 39 che da Soave sale a Castelcerino e Fittà, ma già domenica mattina la strada era percorribile. Conclusa la pulizia di abitazioni ed esercizi commerciali, ieri il Comune si è occupato anche di liberare le caditoie e le condotte fognarie di Costeggiola, ostruite da vegetazione e fango. Per questo il sindaco ha trovato l’immediata collaborazione di alcune ditte per gli spurghi e di Acque Veronesi, che si sono occupati di ripristinare gli scarichi fognari. Invece il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta si è concentrato sul sottopasso e il condotto di scolo in località Moscatello, da liberare da terra, vegetazione e fango per ripristinare il deflusso del corso d’acqua e quindi poter pulire e riaprire anche la strada per Montecchia. «Intervento che auspico possa concludersi entro domani (oggi per chi legge, ndr)», ha detto Tebaldi. «Non abbiamo al momento ancora avuto indicazioni dalla Regione, che attendiamo, prima di fare la conta dei danni, anche per i privati e per sapere come chiedere eventuali risarcimenti», riferiva ieri il sindaco, «al momento abbiamo aperto l’isola ecologica e grazie alla collaborazione del gruppo alpini, tutto il materiale finito sotto fango e detriti è stato portato all’ecocentro». Sono una trentina le famiglie residenti a Costeggiola coinvolte dall’esondazione: c’è chi ha avuto qualche centimetro d’acqua in casa, chi 20 centimetri di acqua e fango o anche mezzo metro in scantinati e garage; in un caso si è arrivati a due metri. In queste autorimesse, le auto sono andate perdute: «Si tratta di almeno sette o otto macchine irrecuperabili», ha annunciato il sindaco, «altre devono essere controllate». Intanto da ieri mattina si è cercato di tornare alla normalità: i negozi, la pizzeria e i B&B (che ricadono sotto Cazzano) sono stati asciugati e puliti e hanno riaperto. «Domenica hanno collaborato a ripulire la frazione in molti, ringrazio tutti», dice Tebaldi, «un particolare elogio alla consigliera comunale di Costeggiola, Agnese Vezzari, che non si è mai fermata da sabato sera». Anche alcune cantine di Soave, non solo di Costeggiola, hanno avuto problemi, con allagamenti di piani interrati e depositi. «Il nubifragio di sabato non ha colpito solo le famiglie di Costeggiola», aggiunge Tebaldi, «ma anche tante aziende agricole che erano pronte per iniziare la vendemmia». «Infatti la situazione nelle campagne è delicata, perché in collina si sono verificati vari smottamenti ed è difficile in questa fase intervenire nei vigneti, con le pendenze che ci sono sulle nostre colline», descrive la situazione il sindaco, «ci vorrà più tempo per riportare alla normalità la situazione nei campi, sperando che il fortunale non abbia compromesso alcuni vigneti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA