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sabato, 22 settembre 2018

Comincia la vendemmia «C’è grande ottimismo»

Conto alla rovescia iniziato: da domani porte aperte alla Cantina di Soave per l’arrivo delle uve precoci

Il V-Day 2018 è arrivato. Il giorno di inizio della vendemmia di quest'anno è stato deciso: sarà domani, quando la Cantina di Soave con i suoi 2.200 soci al seguito, che fa da apripista a tutte le altre cantine della zona, inizierà a ricevere le prime uve. Intanto verranno consegnate le prococi, come Pinot Grigio e Chardonnay. Tipologie che si trovano più presenti nella zona dell'Arcole Doc, dunque in pianura, che nelle aree collinari dalla Valtramigna, della Valdalpone e della Valdillasi. Per queste primizie, le stime ufficiali di Veneto Agricoltura, parlano di un 20 per cento in più, rispetto allo scorso anno, quando tuttavia le viti di Pinot e Chardonnay furono particolarmente scariche a causa delle gelate primaverili. A distanza di un mese circa, dunque attorno 17-18 settembre, si comincerà a vendemmiare la Garganega, il piatto forte, essendo l'uva che dà il Soave Doc e il Soave Classico. «La stagione per la Garganega si prospetta ottima», annuncia il sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi che è anche viticoltore. «Sulle vigne i grappoli sono abbondanti. Praticamente non abbiamo mai dovuto irrigare quest’estate, grazie agli acquazzoni che non sono mai mancati e nessuna zona del Soave è stata colpita dalla grandine». «Ora speriamo anche nella qualità, oltre che nella quantità, ossia nel grado zuccherino», sottolinea Tebaldi, «cosa che si decide in queste ultime settimane. L'importante è che non piova troppo, per non gonfiare gli acini e se le temperature minime la notte cominceranno ad abbassarsi, con l'escursione termica tra giorno e notte non dovrebbe mancare anche il grado. Speriamo non soffi vento particolarmente forte, la qual cosa potrebbe provocare la caduta di qualche vigneto e di qualche spalliera, dato il carico di chicchi da sostenere. In conclusione, il meteo quest'anno ci ha dato una mano e le prerogative per un'ottima annata ci sono tutte», ammette il sindaco, «adesso incrociamo le dita». Assicura il direttore del Consorzio di tutela del Soave, Aldo Lorenzoni: «Non trasformeremo tutti i quintali di Garganega che ci sono sulle vigne in Soave Doc e Soave Classico. Porremo un limite, vista l'abbondanza di quest'anno e la Garganega che rimmarrà andrà per il vino da tavola e altre Igt. Verranno imbottigliati circa 460 mila ettolitri di Soave Doc, questo il quantitativo previsto». «È stata una stagione impegnativa per i viticoltori», dice Lorenzoni, «per i trattamenti che sono stati fatti, data l'estate abbastanza piovosa e limitatamente calda. Il gruppo tecnico in seno al consorzio, chiamate Le Sentinelle del Soave, hanno supportato i viticoltori in questo, dando indicazioni per interventi puntuali, senza bisogno di ricorrere alla chimica». Ricordiamo che il 2016 fece registrare una vendemmia scarsa, i vitigni erano scarichi, ma comunque si è riusciti a mettere in equilibrio richiesta di mercato e prodotto finale, ossia il vino bianco, riducendo le rese. Le gelate primaverili e altri fenomeni atmosferici, come la siccità estiva, hanno influito negativamente sulla quantità di Garganega anche nel 2017, ma nonostante la stagione negativa, il prodotto è giunto lo stesso sulle tavole. Quest'anno quindi la situazione è molto più tranquilla: si parte dalla migliore delle ipotesi possibili. «Nonostante le vigne siano cariche, riusciremo comunque a trovare il giusto equilibrio tra la richiesta di mercato e la quantità d'uva, selezionando il miglior prodotto della denominazione», assicura il direttore del consorzio Lorenzoni, «quindi nel settore c'è certamente ottimismo». •