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15.08.2018

Big chef Serato autobiografia di un successo

Lo chef Bruno Serato con la sua pastasciutta per i bambini
Lo chef Bruno Serato con la sua pastasciutta per i bambini

Paola Dalli Cani La dedica di Sophia Loren e la prefazione di Roberto Baggio: l’autobiografia dello chef Bruno Serato, che negli Stati Uniti è uscita lo scorso ottobre ed è stata per settimane al primo posto nella classifica dei libri venduti su Amazon, si prepara ad esordire in versione italiana. E per presentarlo in Italia lo chef di origini sambonifacesi, diventato una stella dopo essersi inventato un servizio gratuito grazie al quale, per 13 anni, ha servito oltre 2 milioni di piatti di pastasciutta ai bambini di famiglie indigenti, ha scelto Soave, il 21 settembre. Il luogo della presentazione è ancora segretissimo, di sicuro c’è il fatto che si tratterà di un galà aperto a chiunque riuscirà a conquistarsi il biglietto che sarà venduto con il libro. Così, come accadrà per il libro, ognuno potrà dare il suo piccolo contributo alla missione di Serato: i diritti andranno infatti alla fondazione che porta il nome della mamma Caterina e che è attiva in 68 sedi, di 24 città nella contea di Orange, in California. La fondazione distribuisce pasti, ma non solo. Accanto c’è l’attività che offre la caparra per una casa a famiglie indigenti che vivono in stanze di motel - 170 le famiglie aiutate - e lo stage di 12 settimane per imparare il mestiere di cuoco, la «Chef Bruno’s hospitality», che quest’anno sarà frequentata da 80 ragazzi. Nella cittadina di Anaheim, Serato è diventato prima l’anima dell’Anaheim white house restaurant, la villa coloniale che acquistò nel 1987 e che è diventato approdo di vip e star, e poi il «papà» di migliaia di bambini dei motel. Quel ragazzo sbarcato in America nel 1980 con un impiego da lavapiatti, insomma, non l’ha fermato nessuno: non c’è riuscito un debito da 1 milione di dollari e nemmeno il fuoco che poco più di 15 mesi fa ha completamente distrutto il ristorante. Un colpo fortissimo, ma giusto qualche settimana fa Serato ha indossato di nuovo il camice da chef e ha riaperto le porte della «sua» White house: «È davvero così», dice, «perché i lavori di ricostruzione hanno riportato la White house all’aspetto originale che aveva nel 1909, è tornata al suo splendore, arricchita da una grande veranda all’entrata e, all’interno, dalla luce del bianco e dell’oro che sono i colori che ho scelto per la nuova White house in stile barocco-rinascimentale». Lo incontriamo a San Bonifacio, nella casa di famiglia: è stato a Chicago a ritirare un premio alla carriera e dopo 8 ore era in Italia per poter definire il suo tour autunnale, fino al 25 ottobre, quando porterà la sua storia a Dubai. A Soave c’è anche l’editore italiano dell’autobiografia, Gabriele Manservisi, che uscirà per il Gruppo Lumi di Ferrara. «La cosa più bella di questa rinascita», afferma Serato, «è stato Josh, un bambino di 10 anni, coi capelli rossi: fu il primo che incontrai il giorno dopo il rogo ed è stato il primo ad entrare alla rinata White house. C’erano circa 200 bambini, il giorno che ho riaperto: ho voluto che la rinascita avesse il loro sorriso». Sono seguiti poi quattro galà di inaugurazione, uno riservato a familiari, parenti ed amici e gli altri tre a vip e clienti storici. Lui, il padrone di casa, si è ritrovato a ballare e a cantare «Oh happy days» tra le sale del ristorante, e non ha avuto bisogno di spiegare perché, accanto al bruciacchiato premio della Cnn, all’ingresso del ristorante ha messo una piccola fenice in oro. La rinascita dopo l’incendio costituirà un capitolo in più, rispetto alla prima edizione, di «The power of pasta». «Due milioni e mezzo di dollari», rivela Serato l’ammontare dei danni, «in buona parte coperti dall’assicurazione ed il resto garantiti da un lavoro a vita», dice ridendo. Non ha avuto paura, non ne ha nemmeno a guardare avanti: non per nulla la municipalità di New York ha voluto attribuire anche a lui la «Ellis Island medal of honour» che, in passato, è stata assegnata a premi nobel come Elie Wiesel e Malala Yousafzai, sette presidenti americani e personaggi del calibro di Muhammad Alì. Davanti alle fiamme, Serato era preoccupato solo dei «suoi» bambini: la pastasciutta per loro non è mancata un giorno. •

Paola Dalli Cani
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