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06.01.2019

Violento in quindici locali, arrestato

I carabinieri di fronte al negozio di parrucchiera a San Bonifacio
I carabinieri di fronte al negozio di parrucchiera a San Bonifacio

In una quindicina di giorni ha visitato una decina di locali, devastandoli, urlando ed insultando contro chiunque si trovasse di fronte, durante i suoi assalti tra Soave e san Bonifacio. Fino a venerdì quando, evidentemente non ancora soddisfatto delle sue perfomance, ha pensato bene di mettere a soqquadro una parrucchiera e una vineria in via Trento a San Bonifacio fino a quando non è stato bloccato dai carabinieri di quel Comune. Charaf El Hasnaoui, 32 anni, non deve passare un gran bel periodo sotto un punto di vista psicologico e per il momento, ha finito di seminare il panico tra commessi, baristi e clienti a Soave e San Bonifacio. Al termine della direttissima di ieri, infatti, il giudice Claudio Prota ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri di San Bonifacio con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale avvenuto venerdì sera e ha disposto la misura cautelare del carcere per il trentaduenne. Che dovrà restare a Montorio almeno fino ad aprile. Con il secondo reato, commesso in cinque giorni, è stata revocata, infatti, la sospensione della pena già inflitta in primo grado con il patteggiamento, deciso il giorno di Capodanno. Quella sentenza diventa definitiva nel giro di quindici giorni. La prima decisione del giudice si riferiva ad una vicenda, verificatasi il 31 dicembre nel punto vendita della Vodafone al centro commerciale «La Sorte» di San Bonifacio. In quell’occasione, El Hasnaoui, titolare di una ditta impegnata nella fornitura di personale, era arrivato addirittura a spogliarsi davanti alle commesse e clienti dopo averli apostrofati in lingua araba. E, una volta arrivati i carabinieri, non aveva per nulla desistito dal suo comportamento, opponendosi all’arresto a suon di calci e pugni. Era così stato processato per direttissima e il suo difensore, l’avvocato Giovanni Chincarini, aveva concordato la pena a quattro mesi con relativa sospensione così come previsto dal codice penale. Nel frattempo, ai carabinieri di San Bonifacio e Soave erano arrivate altre segnalazioni di esercenti, vittime degli «assalti» di El Hasnaoui con tanto di descrizioni dei danni provocati nei locali negli ultimi giorni dell’anno scorso. Fino a venerdì sera quando il giovane residente a Monteforte d’Alpone, ha proseguito a frequentare locali, accompagnato dal suo stato d’animo decisamente agitato e aggressivo. Questa volta , è entrato in un negozio di parrucchiere. Se l’è presa coi presenti a suon di insulti e urla, oltre che con qualsiasi oggetto che gli capitasse a tiro, gettandoli per terra. Poi ha tirato anche un calcio alla vetrata, danneggiandola. In preda alla sua incontrollabile agitazione, si è recato poi nella vineria di fronte alla parrucchiera sempre in via Trento e ha continuato a dare sfogo alla sua rabbia. Nel frattempo, sono stati chiamati i carabinieri di San Bonifacio che, una volta giunti nel negozio, sono stati costretti a ripetere un copione già vissuto il 31 dicembre. Charaf El Hasnaoui si è opposto ancora una volta all’arresto, arrivando a tirare un calcio al carabiniere. Una condotta che gli è costata così l’accusa di violenza a pubblico ufficiale. Al termine della direttissima di ieri, il difensore ha chiesto i termini a difesa. Starebbe valutando se sottoporre il trentaduenne ad una perizia psichiatrica tesa a stabilire la capacità d’intendere e di volere di El Hasnaoui durante i suoi assalti. In realtà, già i carabinieri avevano chiesto di sottoporlo ad un «Trattamento sanitario obbligatorio» che, però, è stata escluso da chi è stato interpellato dagli ufficiali dei carabinieri. Ora bisognerà attendere il 9 febbraio per sapere se El Hasnaoui se ricorrerà ancora al patteggiamento anche per l’episodio di venerdì sera. •

Giampaolo Chavan
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