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02.01.2019

Ubriaco si spoglia in negozio, condannato

Il trentaduenne accompagnato sull’auto dei carabinieri dopo l’arresto di domenica sera al centro commerciale di via Sorte
Il trentaduenne accompagnato sull’auto dei carabinieri dopo l’arresto di domenica sera al centro commerciale di via Sorte

Pretendeva di sottoscrivere un contratto di telefonia mobile senza esibire il documento d’identità. Quando la commessa del centro commerciale di San Bonifacio gli ha risposto che non poteva accogliere la sua richiesta, il trentaduenne ha dato in escandescenza, e facendo fuggire tutti, clienti e dipendenti, dal punto Vodafone. In preda ai fumi dell’alcol si è spogliato fino a quando non sono arrivati i carabinieri che l’hanno arrestato. Ma lo scatto delle manette è stato tutt’altro che semplice. E.H.C., 32 anni, ha fatto di tutto per evitare il fermo dei militari dell’Arma, opponendosi a suon di calci e pugni. Alla fine, però, è stato costretto ad arrendersi ed è stato arrestato dopo aver mandato in ospedale a medicarsi due militari feriti. Ieri si è celebrata la direttissima in tribunale. Il giudice ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri della stazione di Soave e Radiomobile. Si è poi proceduto al giudizio e il trentaduenne è stato condannato a quattro mesi di reclusione con pena sospesa, disciplinato dal codice penale di cui scriviamo nel box a fianco. Il giovane, residente a Monteforte d’Alpone, è stato rilasciato ieri mattina a poche ore dall’arresto dopo aver completamente smaltito la sbornia. Tutto inizia verso le 19 di domenica quando E.H.C. entra nel punto vendita di Vodafone nel centro commerciale di via Sorte a San Bonifacio. Le dipendenti della compagnia telefonica si accorgono subito che è alterato da una consistente bevuta di alcolici. Ciononostante lo accolgono e il trentaduenne, di origine marocchina, chiede un nuovo telefono e un nuovo contratto. La commessa gli chiede, di consegnarle il documento per procedere alla redazione del contratto. A sorpresa, il giovane si rifiuta di dare qualsivoglia comunicazione sulla sua identità. Una volta che la dipendente Vodafone gli fa capire di non poter accogliere le sue richieste, E.H.C. perde le staffe nel giro di pochi attimi. Inizia a parlarle in arabo insultando la malcapitata commessa, la sua collega oltre a tutti i presenti nel negozio in quel momento. Questa sua violenta reazione scatena il panico: tutti si allontanano dal negozio per evitare le aggressioni del trentaduenne. Inaspettatamente, lui, invece, decide, di denudarsi senza battere ciglio come se fossa la cosa più normale nel mondo. Nel frattempo, giunge la telefonata al 112, avvertita poco prima dell’esibizione pubblica del trentaduenne. Nel giro di pochi attimi sono arrivati i carabinieri costretti a impegnarsi non poco per fermare la furia del marocchino. Alla fine della colluttazione, il trentaduenne è stato portato in caserma con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La sua violenta reazione ha provocato infatti il ferimento di due militari dell’Arma, costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso che li hanno prescritto dieci giorni di prognosi. Ieri la direttissima e la liberazione. •

G.CH.
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