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martedì, 13 novembre 2018

Ubriaco con il figlio di un anno in auto bloccato dai carabinieri

La prova dell’alcoltest svolta dai carabinieri

È salito in auto a Caldiero dopo aver bevuto un cocktail potentissimo di alcol che si era preparato con le sue mani. L’ha fatto con il figlio in braccio di un solo anno sotto lo sguardo di un passante che l’aveva notato perchè il trentatreenne a malapena si reggeva in piedi. Aveva fatto fatica perfino a legare le cinture del seggiolino attorno al suo piccolo. E il testimone non ci ha pensato due volte: ha subito telefonato al 112, raccontando la scena alla quale aveva appena assistito mentre l’operatore sanitario si stava allontanando con l’auto. Ai militari di San Bonifacio è stata necessaria una mezz’ora per scovare e bloccare la Suzuki del giovane operatore socio sanitario dopo che le loro ricerche si sono subito estese tra Caldiero e dintorni. Il trentanovenne italiano è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente alla luce dell’altissima percentuale di alcol trovata nel suo sangue ad oltre mezz’ora da quando aveva smesso di bere il cocktail. Si è, quindi, conclusa senza tragedie la vicenda veronese che fa subito ricordare ciò che è successo solo pochi giorni fa a Nettuno, vicino a Roma. In quel caso l’epilogo è stato tragico: la figlia di soli 8 anni in auto col padre è morta dopo la carambola della Bmw 320. Al test dell’alcol, il trentanovenne è risultato positivo anche se di poco superiore rispetto al consentito ed è emerso anche che gli era stata ritirata la patente. La vicenda a Caldiero è iniziata verso le 18 di lunedì quando il passante si è accorto dello stato decisamente alterato dall’alcol del trentatreenne veronese. Ha avvertito subito i carabinieri che, una volta conosciuto il tipo di auto, un vecchio modello della Suzuki e la targa, sono risaliti all’identità dell’operatore socio sanitario. È così emerso che risiedeva con la compagna in Val D’Alpone. Le pattuglie si sono dirette verso la sua abitazione ma i primissimi minuti delle ricerche non hanno dato alcun esito. Sono stati i militari della stazione di Badia Calavena ad intercettare il trentanovenne che stava guidando già da mezz’ora in stato di ebbrezza. Il giovane stava viaggiando sempre col bimbo a bordo in val D’Illasi. I militari dell’Arma non hanno avuto difficoltà a bloccare il giovane in auto che, una volta accortosi della richiesta dei carabinieri, ha accostato sul ciglio della strada, fermando la sua Suzuki. I carabinieri hanno portato subito l’operatore sanitario in caserma per procedere all’alcoltest oltre alla sua identificazione. A suo carico, non c’era nessun precedente mentre una volta conosciuti gli esiti dell’alcoltest, non è mancato lo stupore tra chi si trovava in caserma. Pur col bimbo in auto, affidato subito ai parenti una volta avvertiti dai carabinieri, il trentatreenne aveva un tasso di 2,27 grammi per litro di sangue, quattro volte e mezzo superiore al consentito dal codice della strada. L’atteggiamento del conducente, assicurano i carabinieri, è stato sempre collaborativo. Il giovane ha ammesso subito il suo errore e, una volta resosi conto del rischio corso, ha garantito che non si metterà più al volante in quelle condizioni. Resta da chiarire come mai due pomeriggi fa, il trentatreenne si trovava a Caldiero, si è preparato quel mix micidiale di alcol e poi è salito in auto col bimbo di un anno, indifferente al pericolo di una guida sotto l’effetto dell’alcol. •