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25.02.2018

Tav avanti tutta con il tracciato sud Mozioni bocciate

Un treno ad Alta Velocità: a San Bonifacio il progetto va avanti
Un treno ad Alta Velocità: a San Bonifacio il progetto va avanti

L’ultimo tentativo dei consiglieri di minoranza di dar voce agli scontenti del tracciato Sud della Tav attraverso la presentazione di due mozioni (con le quali chiedevano sostanzialmente di riaprire i giochi sulle scelte già operate), è andato a vuoto: sono state bocciate dalla maggioranza. Tutti del resto, minoranze e maggioranza, si erano detti d’accordo nel riconoscere che il primo tacciato, quello a Nord, sarebbe stato il meno impattante. «La linea storica», ha ricordato Anna Firolli, «avrebbeoggi una capacità di altri 106 treni giornalieri», per cui secondo lei e secondo Alessandro Signorato - ipotesi irrealizzabile - «occorre fare il tutto per tutto per bloccare il tracciato Sud, che rovinerebbe il paese». L’ANTEFATTO. Il primo tracciato ipotizzato nel 2001 per la Tav era meno impattante: prevedeva il quadruplicamento della linea storica, in quanto la velocità dei treni era di 180 chilometri all’ora. Ma con la legge obiettivo nel 2006 il Cipe ha portato la velocità a 250 chilometri, con conseguente impossibilità tecnica di accostamento a quella storica. L’ex sindaco Silvano Polo fece ricorso al Tar, ma non ebbe esito positivo e l’amministrazione successiva non ritenne di reiterarlo. Quindi gli altri Comuni interessati alla tratta chiesero di spostare la linea più a Sud, corrispondente a quella che avrebbe attraversato il centro di San Bonifacio. Per evitare l’attraversamento a raso fu proposto, con forza ma inutilmente da Casu, il passaggio in galleria profonda. Ma quello sfumò per ragioni sia tecniche che economiche, per cui era rimasto in piedi solo il devastante attraversamento centrale a raso. L’attuale tracciato a sud è una variante, concordata successivamente, pur meno dannosa rispetto a quello precedente, ma pur sempre devastante. OSSERVAZIONI ACCOLTE. L’avvocato Federico Pasetto, in consiglio, ha parlato delle osservazioni al progetto avanzate a suo tempo dal Comune e non ancora accolte, raccomandando che si faccia di tutto perché la Tav sia meno impattate possibile. Barbara Sommaggio da parte sua ha confermato che il tracciato a Nord, ai tempi del sindaco Silvano Polo, non ebbe poi seguito anche perché «fu tenuto nel cassetto». Il sindaco Giampaolo Provoli ha ricordato che questo progetto «non è suo ma è stato ereditato e calato dall’alto, che ritirare il protocollo d’intesa sottoscritto con gli altri Comuni» è perfettamente inutile oggi e che «il compito principale del Comune ora è quello di difendere il proprio territorio con tutte le forze, e gli interessi dei propri cittadini espropriandi. Le nostre osservazioni sono state accolte al 70 per cento». LA COMPENSAZIONE. A proposito di Porcilana, Provoli ha sottolineato che il prolungamento chiesto dal Comune come compensazione alla Tav, è un risultato importante: «Mai Veneto Strade l’avrebbe fatto, nonostante sia per noi essenziale. Purtroppo il prolungamento non sarà fino al congiungimento con la Regionale 11 (che sgraverebbe il paese dal traffico pesante), ma arriverà solo fino a Lobia». Motivo per il quale il consigliere di maggioranza Angelo Lunardi al momento del voto si è dissociato, astenendosi. In merito alla richiesta di istituire una commissione consiliare apposita per seguire la Tav e tenere informata la gente, Provoli, Adriano Pimazzoni, Luciano Fiorio e la presidente Cristina Zorzanello hanno detto che sarebbe «solo un eccesso burocratico in più, dato che il problema è seguito dalle già esistenti commissioni Urbanistica e Ambiente, alle cui riunioni il pubblico è presente». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gianni Bertagnin
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