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02.02.2018

Stazione e sicurezza una base per la Polfer

Controlli dei carabinieri alla stazione ferroviaria di San Bonifacio
Controlli dei carabinieri alla stazione ferroviaria di San Bonifacio

Gianni Bertagnin Dopo il vertice con Rfi sulle problematiche relative alla sicurezza della stazione di San Bonifacio, il sindaco Gianpaolo Provoli si è incontrato con il prefetto alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presenti tutte le istituzioni coinvolte nella sicurezza, in particolare quella nelle stazioni ferroviarie. Su sollecitazione di Provoli si sono valutati gli interventi necessari per garantire maggiore sorveglianza e attenzione da parte delle forze dell’ordine. Si è partiti dall’analisi dell’attuale situazione logistica della stazione e dalla possibilità anche di chiudere la biglietteria in orario notturno, soprattutto in periodo invernale, per disincentivare la presenza di persone senza fissa dimora o che si ubriacano all’interno. «Pertanto si era provveduto», riferisce Provoli, «a dare delle indicazioni, poi condivise con il responsabile della struttura di Rfi: nel giro di un mese saranno fatti finalmente funzionare i famosi ascensori nel sottopasso dei binari; l’edificio stazione sarà chiuso nelle ore notturne, naturalmente garantendo un passaggio pedonale sempre aperto, dall’uscita al sottopasso, attraverso dei giardinetti, accanto al parcheggio biciclette». E ancora: «Abbiamo fatto il punto sulla necessità che questo passaggio esterno sia piuttosto rapido e particolarmente illuminato, anche sfrondando qualche albero interno alla stazione per evitare zone d’ombra. Tutte le strutture saranno videosorvegliate e ho richiesto anche l’installazione di colonnine Sos di pronto intervento, per allertare i carabinieri premendo un pulsante in caso di difficoltà o di richiesta di aiuto». Tra gli altri provvedimenti il sindaco ricorda: l’installazione dei tornelli, modello inglese, che consentono il passaggio solo a chi è munito di biglietto; l’installazione di telecamere; l’eliminazione di due grossi cespugli all’interno del piazzale antistante la stazione, diventati ricettacolo di immondizie e possibile nascondiglio; rinforzo delle reti di protezione per alcune centinaia di metri verso Vicenza; aumento del numero dei passaggi di controllo della Polfer; l’interruzione del servizio Wi-Fi di notte. Si è poi riflettuto sull’utilizzo delle numerose telecamere interne che attualmente forniscono solo una registrazione dell’attività, collegandole con qualche ufficio dove ci sia una sorveglianza ininterrotta. C’è stata poi una particolare attenzione alla sorveglianza da parte della Polfer (Polizia ferroviaria) con la pressante richiesta del sindaco di San Bonifacio, anche come portavoce dei Comuni limitrofi, che utilizzano la stazione: questa serve non solo San Bonifacio ma soprattutto i comuni di tutta la zona, delle vallate e della Bassa e, grazie anche al positivo servizio della fermata dei treni regionali veloci, è punto di approdo di quasi 150 mila persone». «ALTRO SERVIZIO importante che vogliamo sia mantenuto», sottolinea Provoli, «riguarda la sicurezza dei viaggiatori: la nostra richiesta ora riguarda l’istituzione di un presidio stabile e permanente della Polfer in stazione. Sopra la biglietteria ci sono degli appartamenti liberi che potrebbero essere elementi strutturali-logistici proprio per ospitare gli agenti della Polizia ferroviaria. È una richiesta importante, perché come sono sorvegliate le stazioni di Verona e di Vicenza, così penso sia altrettanto importante sorvegliare una stazione che, pur con dimensioni minori, serve un bacino di utenza che può rappresentare mezza provincia di Verona. I rappresentanti della Polfer porteranno in sede nazionale questa richiesta del Comune: ringrazio il Prefetto per la volontà di sollecitare perché questo avvenga». «Altro aspetto importante è la disponibilità del comandante provinciale dei carabinieri, che ringrazio, come pure quella del Questore, perché hanno ribadito e garantito la continua presenza di forze di polizia e carabinieri nel monitoraggio e sorveglianza nei parchi pubblici e in tutte le zone, come la stazione ferroviaria e dei pullman, dove c’è il piccolo spaccio o l’uso di sostanze alcoliche in maniera smodata». •

Gianni Bertagnin
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