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30.11.2017

Scritte fasciste in paese «Andrò a ripulire io»

Le scritte che imbrattano la rampa del ponte della Motta FOTO PECORALe scritte sul muro del liceo Guarino
Le scritte che imbrattano la rampa del ponte della Motta FOTO PECORALe scritte sul muro del liceo Guarino

Luca Fiorin A San Bonifacio il fascismo finisce sui muri e anima la politica. Il ricordo del regime mussoliniano fa discutere fuori dalle istituzioni, visto che qualche nostalgico ben poco civile non ha trovato di meglio che inneggiare al ventennio sporcando spazi pubblici, ma anche al loro interno, considerato che da qualche giorno c’è in Consiglio comunale il primo rappresentante ufficiale in un’istituzione del Veneto, e uno dei 12 in Italia, del partito di estrema destra Casapound. Il consigliere in questione nega qualsiasi coinvolgimento nei vandalismi. Scritte inneggianti al duce corredate di simboli della destra sono apparse da qualche tempo sui muri del liceo Guarino Veronese e sono state rifatte anche di recente, dopo che i bidelli della scuola le avevano cancellate. Da martedì, poi, nuove scritte campeggiano anche sulla parete a fianco della rampa che porta al nuovo ponte della Motta, il manufatto appena aperto che attraversa l’ Alpone. «Mi fa molto arrabbiare che degli italianissimi vandali abbiano deturpato questa struttura, che è costata tanta fatica alle amministrazioni ed è anche bella», commenta il sindaco Giampaolo Provoli, «evidentemente si tratta di persone che hanno come unica capacità quella di deturpare i beni comuni; persone di estrema destra ma che mi auguro non abbiano nessuna relazione con Casapound», aggiunge. E annuncia che andrà assieme ad alcuni consiglieri a ridipingere la parete a nome della comunità di San Bonifacio. «Non so nulla di questi avvenimenti», commenta Alessandro Signorato, consigliere che durante la seduta di sabato 18 ha comunicato l’adesione a Casapound, pur aderendo al gruppo misto. «Non vogliamo essere tirati in ballo per queste cose», precisa Signorato, 40 anni, da 24 in politica e dall’inizio dell’anno fuoriuscito dalla Lega cui aderiva dal 1993. «Non condividevo più alcune scelte del direttivo nazionale, anche se continuo ad avere rispetto per la Lega», spiega, «in Casapound ho trovato una realtà che sostiene cose in cui credo, come il no all’ingresso dei clandestini, il reddito di natalità e il tema della sicurezza». Intanto a destra si muove anche Forza Nuova, che organizza domani sera, in seguito all’ accoltellamento di martedì, una passeggiata per la sicurezza. Afferma Luca Castellini, dirigente nazionale di Forza Nuova: «Non si tratta di sostituirci alle forze dell’ordine, che anzi ringraziamo per quello che riescono a fare, ma di presidiare il territorio armati di torce e telefono per avvisarle affinché intervengano prontamente là dove necessario». •

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