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05.03.2018

Provoli pronto a dare battaglia sul Fracastoro

Ospedale Fracastoro di San Bonifacio: indicazione degli orari di visita ai degenti
Ospedale Fracastoro di San Bonifacio: indicazione degli orari di visita ai degenti

Prima il trasloco del laboratorio analisi a Legnago, poi quello dell’anatomia patologica da lì a San Bonifacio e ora l’allarme per la previsione all’ospedale Fracastoro di 15 posti letto di lungodegenza: ce n’è abbastanza, ma non è nemmeno tutto, per «armare» sindaci e territorio e aprire il fronte della difesa dell’ospedale dell’Est veronese. L’allarme nel territorio è percepibile da tempo, ma la «dichiarazione di guerra» il sindaco di San Bonifacio Giampaolo Provoli (e non da solo) l’ha formalizzata alla vigilia della domenica elettoral in occasione di un incontro in sala Barbarani sul futuro del Fracastoro voluto dal Pd. LA MINACCIA, che giustificherebbe la guerra, è l’applicazione (in forza della proroga fino a fine anno del piano socio sanitario regionale) di quanto previsto dal 2013 per l’ospedale dell’Ulss 9 Scaligera e cioè 15 posti di lungodegenza. «Se si intenda ricavarli tagliandone altrettanti per acuti o prevedendoli ex novo lo si saprà con le nuove schede sanitarie: oggi subiamo le conseguenze di ciò che, nell’assoluto silenzio, venne deciso cinque anni fa ma ora sulle schede sanitarie siamo pronti alla battaglia perché prima di tutto vengono le esigenze di cura dei nostri cittadini»: così Provoli. È un contesto politico, quello in cui ha battuto i pugni sul tavolo, «ma io non politicizzo nulla, sono amministratore dei miei cittadini e voglio che dopo 13 anni di vita il nostro ospedale mantenga il ruolo per cui è nato, cioè presidio di rete. Quei 15 posti di lungodegenza non hanno nulla di positivo perché mescolerebbero due funzioni in un ospedale che, lo ribadisco, è nato per acuti. Rispondiamo a questa ipotesi dirottando la previsione sull’ospedale di Tregnago che è già ospedale di comunità». A sostegno della sua convinzione Provoli ha portato anche altro: «Voglio capire perché dopo 13 anni non si sostituiscono macchinari ritenuti obsoleti e si preclude così l’efficacia delle diagnosi, perché da tre anni chiediamo una Tac che viene invece destinata a Villafranca senza che si sappia nulla sul nuovo appalto fatto un anno fa, se sia dignitoso e conforme al principio di efficienza ottenere attrezzature da donazioni di privati cittadini, perché a fronte del pensionamento di tre nefrologi sia stato bandito un solo concorso per Legnago e perché al Fracastoro non si vede grande attività dell’ambulatorio di oculistica, chiesto a gran voce, e a Legnago sì. Così si abbassa il livello del servizio, si impedisce la maturazione di eccellenza e innovazione perché senza mezzi le competenze non si valorizzano: a San Bonifacio gli spazi ci sono, vogliamo anche gli strumenti. Vogliamo che il Fracastoro sia la struttura “spoke” per acuti con attorno tutta la medicina di territorio che va costruita contestualmente: la situazione attuale, quando anche solo di medici di base non ce ne sono abbastanza, è inaccettabile! Questa non è sanità pubblica e per difendere la nostra salute sono pronto a rimettere in campo il comitato Salviamo l’ospedale Fracastoro». «SPOKE» E «HUB» sono i due termini con cui si sintetizza il modello di organizzazione sanitaria che integra un «mozzo» (l’«hub») e i «raggi» («spoke»), cioè una super struttura con specializzazioni complesse in grado di servire un bacino fino a 1,2 milioni di abitanti e alcuni ospedali dotati di servizio di emergenza con bacino da 150 mila a 300 mila abitanti. «Il nostro ospedale venne concepito per un bacino di oltre 200 mila persone, ma oggi si ritrova in un’Ulss che non ha un “hub” e che conta 970 mila assistiti. Il Fracastoro», evidenzia Provoli, «vale un quarto della provincia se aggiungiamo gli accessi dall’Ovest vicentino, e basta il dato di quelli al pronto soccorso per dire quanto sia importante: oltre 56 mila l’anno, più di Bassano del Grappa che fa Ulss a sè stante». Provoli ha le idee chiarissime e chiama a raccolta il territorio, cioè sindaci e popolazione: «Sono pronto ad una denuncia molto forte se le scelte che saranno compiute andranno contro le esigenze delle nostre comunità». •

Paola Dalli Cani
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