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08.02.2018

Per aiutare chi aspetta la Croce rossa propone gli assistenti di sala

Un assistente di sala
Un assistente di sala

E se al benessere psicologico ed emotivo degli operatori dell’emergenza pensa il servizio di psicologia interno al Fracastoro, al benessere psicologico di chi staziona in sala d’attesa provvedono anche i volontari: sono una quarantina i volontari del Comitato locale Est veronese della Croce rossa italiana formati come «assistenti di sala». Sono loro, che indossano una casacca specifica gialla sulla divisa rossa della Cri, ad alternarsi agli operatori socio sanitari nel delicato ruolo di cuscinetto tra la sala d’attesa e le sale di intervento del Pronto soccorso. Si tratta di un figura non sanitaria che da tempo è stata messa in campo con il preciso compito di essere al fianco di chi attende: accompagnare un familiare al Pronto soccorso significa vivere preoccupazioni, ansie, angosce che lunghe attese senza risposte possono trasformare in stati d’animo ben diversi. L’assistente di sala opera proprio per evitare che ciò accada, garantisce ascolto ma è anche il raccordo tra il fuori e il dentro le sale del Pronto soccorso, dal momento che si occupa del passaggio delle informazioni essenziali su ciò che accade dietro la porta. Il servizio viene garantito dal lunedì al venerdì da personale del Pronto soccorso che viene integrato nel pomeriggio e alla sera, come nei fine settimana, da volontari Cri che dopo il corso base di nove lezioni abbiano effettuato la formazione specifica curata proprio dal Pronto soccorso. È un’esperienza molto positiva che si avvia verso il terzo anno e che proprio il 24 febbraio vivrà la sua giornata di formazione: poi i volontari, dopo un colloquio psicoattitudinale ed un periodo di affiancamento, saranno operativi. «Non è un servizio per tutti», spiegano i responsabili della Croce rossa sambonifacese, «perché si è lì per rassicurare ma anche per contenere, per ascoltare e raccogliere sfoghi, per far passare le informazioni. È un servizio difficile, ma molto importante». Concorda il primario Tenci nel sottolineare come l’attenzione all’aspetto relazionale sia cruciale e come anche la scelta dei volontari in questo ruolo, rappresenti un altro concreto segnale di trasparenza e di impegno per la costruzione dell’alleanza tra medico, paziente e familiare. Un servizio che va a costituire, infine, anche un miglioramento della qualità dell’attesa e del lavoro. P.D.C.

P.D.C.
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