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19.01.2019

Ora le mamme vedono i loro bimbi in video

I partecipanti alla cerimonia per la donazione dei due monitor da 32 pollici FOTO PECORA
I partecipanti alla cerimonia per la donazione dei due monitor da 32 pollici FOTO PECORA

Un’ecografia «a tu per tu»: è quella che da oggi le future mamme potranno fare all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, imparando a conoscere, mese dopo mese, il proprio bambino. A loro hanno infatti pensato due mamme speciali che si chiamano Angelina Lonido ed Elisa Vedovello e che hanno dato vita ad una catena solidale grazie alla quale l’azienda Nec ha donato al Servizio di screening e diagnosi prenatale due monitor da 32 pollici. Sono «mamme di cielo», così hanno deciso di chiamare il micro-gruppo che si stringe a chi, come loro, ha perso il proprio bebè troppo presto, in gravidanza, o pochi giorni dopo la nascita: da tempo sono le testimonial di un impegno che non conosce riposo per far conoscere, e dunque combattere, la Sids, la sindrome della morte improvvisa del lattante. A novembre 2017 donarono al Fracastoro due resettoscopi che consentono una visione diretta dell’utero e l’intervento per via endoscopica su fibromi, setto, polipi, aderenze, carcinoma, istmocele. Ieri sono stati consegnati i due monitor, che si affiancano a quelli utilizzati dallo staff della dottoressa Roberta Zanarotti, referente dello Screening prenatale: «Le mamme potranno vedere su grande schermo e autonomamente la stessa immagine che sul suo monitor vede l’ecografo: è un modo per sentirsi più vicine al proprio piccolo, per effettuare l’esame con minore ansia facendo lavorare liberamente il medico ma anche interagendo meglio con quest’ultimo». Vuol dir tanto che le stesse parole abbiano accomunato ieri sia il medico che le due mamme. Per il Fracastoro si tratta ancora una volta di un qualcosa in più, perché questi due monitor vanno ad arricchire un servizio che vuole ulteriormente crescere: il 2019 che si è aperto con l’avvio del Servizio di genetica medica si propone infatti di proseguire con l’implementazione del Dna fetale in ambito screening per ridurre al minimo il ricordo a diagnosi invasiva e l’allargamento del dosaggio del fattore di crescita placentare per scovare oltre che i rischi per anomalie cromosomiche pure la preeclampsia (nota come gestosi) ed il ritardo di crescita intrauterino. ALLA PICCOLA CERIMONIA di consegna dei monitor non ha voluto mancare Luca Coletto: da assessore regionale alla Sanità battezzò l’Unità operativa complessa di Patologia cardiovascolare dell’università di Padova, struttura regionale di riferimento per il riscontro diagnostico per Sids, e ieri, da sottosegretario alla Salute, nel ringraziare, ha sottolineato più volte l’eccellenza rappresentata dall’Uoc di ostetricia e ginecologia del Fracastoro. Il sindaco Giampaolo Provoli si è augurato per il futuro che le istituzioni abbiano un occhio di riguardo per il Fracastoro e per il territorio», mentre il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi, pur non nascondendo le difficoltà che si profilano all’orizzonte, si è impegnato a mettere in campo la tenacia, «per risolvere i problemi, magari con un po’ di ritardo, ma all’insegna di questo valore». Tanti i grazie, arrivati anche via mail dal ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana e dal governatore del Veneto Luca Zaia. Alla festa, oltre al deputato Paolo Paternoster e al consigliere provinciale Matteo Pressi, anche un papà, una mamma e una chitarra: così il papà-poliziotto-scrittore Paolo Trevisi e sua moglie Marta Merzari hanno raccontato, attingendo dal libro di Trevisi «Benvenuto Fagiolino», il «diario di un papà in attesa». •

Paola Dalli Cani
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