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10.08.2018

Nubifragio in Val di Revolto frana interrompe la strada

I carabinieri sulla strada dove sono franati detriti, sassi e tronchi, interrompendo la viabilità Una ruspa inviata dal Comune di Selva di Progno per liberare la via
I carabinieri sulla strada dove sono franati detriti, sassi e tronchi, interrompendo la viabilità Una ruspa inviata dal Comune di Selva di Progno per liberare la via

Violentissimo nubifragio nel gruppo del Carega, a partire da mezzogiorno, che si è poi intensificato nel pomeriggio con la strada che da Giazza porta a Revolto trasformata in un fiume in piena. La massa di acqua scesa improvvisa dai vaj laterali della valle, affluenti del torrente Revolto, ha portato con sé diversi metri cubi di detriti, sassi, ghiaia, foglie, rami e tronchi secchi, ostruendo le caditoie di scolo che permettono il normale deflusso dell’acqua. La conseguenza immediata è stata che la strada si è in pochi minuti ostruita con detriti che hanno creato barriere insormontabili per le auto degli escursionisti che, saliti in quota in mattinata, si sono trovati la via del ritorno sbarrata. Due i punti particolarmente problematici: uno prima della località Boscangrobe, ultime case abitate della frazione Giazza, all’inizio della Valle di Revolto, e l’altro in prossimità della località Le Giare più conosciuta come Lago Secco, circa 600 metri prima del ponte che scavalca il torrente e porta la strada a inerpicarsi sul versante destro della valle prima di raggiungere Dogana Vecchia e i rifugi Boschetto e Revolto. All’allarme partito dai rifugi è seguita l’immediata attivazione della Protezione civile di Selva di Progno e del sindaco Aldo Gugole che, nel tardo pomeriggio, era già sul posto con una grossa pala meccanica della ditta specializzata in movimento terra Spada di Cellore, fatta arrivare per aprire la strada e raggiungere i due rifugi. «Qui da noi ci sono una ventina di persone che attendono di poter scendere», comunicava alle 19 il gestore del Revolto, Massimo Grobberio, mentre a Boschetto Romano Boschi contava la presenza di una sessantina di persone bloccate per l’interruzione della strada. I sette chilometri asfaltati che separano Giazza dal Rifugio Revolto sono già inseriti in un progetto per la messa in sicurezza e la protezione da caduta massi, per un importo di 430mila euro, finanziato con i Fondi dei Comuni di confine. È previsto di sistemare delle reti paramassi, ma si dovranno trovare soldi anche per garantire un corretto deflusso delle acque meteoriche che eviti altri pericoli e interruzioni della strada. Il fronte di interruzione della strada a Selva di Progno, in località Boscangrobe era lungo cinque metri. I carabinieri della Stazione di Badia Calavena sono intervenuti per la messa in sicurezza dell’area. Sul posto anche i tecnici comunali impegnati per il ripristino della circolazione, che è avvenuto verso le ore 20. Non ci sono stati feriti o danni a cose e nessuna abitazione è rimasta isolata. •

Vittorio Zambaldo
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