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22.02.2019

«Nessuno stop, lo smog arriva da altri»

Panoramica sulla Serenissima e il traffico di tir, indicati dal sindaco Provoli tra le cause di smog
Panoramica sulla Serenissima e il traffico di tir, indicati dal sindaco Provoli tra le cause di smog

Nonostante i dati sull’inquinamento dell’aria siano sempre più allarmanti e mentre molti Comuni, soprattutto della cintura di Verona, bloccano il traffico degli automezzi fino agli Euro 4, a San Bonifacio, che spesso raggiunge il picco più alto di Pm 10 (secondo i darti Arpav), la circolazione è ancora libera. Ne abbiamo chiesto il motivo al sindaco. Spiega il primo cittadino Giampaolo Provoli: «L’inquinamento nel nostro paese dipende soprattutto dalla sua posizione geografica, rispetto alle grandi vie di comunicazione, dalle quali è intrappolata da ogni lato, essendo circondata e attraversata dall’autostrada Serenissima, dalla Regionale (ex Statale 11), dalla Provinciale Padovana e dalla Porcilana, tutte arterie di intensissimo traffico, con il passaggio di migliaia di autoveicoli al giorno. A complicare la situazione, poi, vi è la direzione dei venti dominanti: da qualsiasi lato essi provengano, convogliano in paese tutti gli scarichi. A questo punto, diventa insignificante», sottolinea il sindaco, «l’apporto degli automezzi locali: bloccandoli, l’inquinamento rimarrebbe quasi inalterato mentre creerebbe grosse difficoltà di spostamento a molti cittadini, penalizzando soprattutto gli anziani che nella maggior parte dei casi hanno mezzi sotto la soglia degli Euro 5 e che devono raggiungere magari l’ospedale: li metteremo davvero in serie difficoltà. Ciò senza ottenere un reale vantaggio, se non trascurabile, rispetto al disagio arrecato. Sull’entità del traffico, il sindaco Provoli ricorda che «il più massiccio inquinamento proviene, per complessive sei ore di punta giornaliere, dal traffico della Porcilana e della Padovana, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, quando gli automezzi, soprattutto pesanti, viaggiano anche a passo d’uomo, con le nefaste conseguenze facilmente comprensibili». Altrettanto importante fattore di inquinamento, a parere del primo cittadino, è quello legato al riscaldamento alla biomassa legnosa, cioè a legna e a pellet: «Tutti gli impianti di riscaldamento con questi combustibili che vengono pubblicizzati come fonti energetiche rinnovabili, molto utilizzati per la loro economicità», sottolinea Provoli, «rilasciano però molte polveri sottili, contribuendo ad aumentare l’inquinamento». Cosa fare allora per combattere l’inquinamento dell’aria? Risponde Provoli: «Le soluzioni serie sono quelle a lungo termine, ovvero, come stiamo facendo noi, la piantumazione di alberi, sperando intanto nel cambiamento della mobilità, che i mezzi si convertano all’elettrico. Per questo infatti, come amministrazione, stiamo pensando», annuncia il sindaco, «ad aumentare il parco delle colonnine elettriche, in vista dell’unica vera soluzione: l’eliminazione dei motori a combustibili fossili. E cercando di limitare e disincentivare anche l’uso delle caldaie a biomasse, la cui conseguenza è certamente sottovalutata ma che rappresenta invece il 40 per cento del rilascio di polveri sottili nell’aria. In questo ambito, la tecnologia dovrebbe dare migliori risposte per filtrate le emissioni da biomassa. Il meno inquinante, dal punto di vista ambientale, rimane ancora il metano». •

Gianni Bertagnin
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