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01.12.2017

Migranti, accordo per lo Sprar in rete con altri cinque Comuni

La palazzina dove sono ospitati i profughi gestiti attraverso il Cas
La palazzina dove sono ospitati i profughi gestiti attraverso il Cas

Gianni Bertagnin Nuovo passo avanti per una migliore gestione del problema dell’accoglienza dei migranti. Il Comune di San Bonifacio già in febbraio aveva imboccato la strada dello Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che consente di ospitare un massimo di tre immigrati ogni mille abitanti, con gestione diretta. Attualmente in paese funziona un Cas (Centro di assistenza straordinaria) gestito dalla Prefettura, che invia in paese migranti a propria discrezione. Il sindaco Giampaolo Provoli ha fatto presente che, essendo tutt’altro che facile anche la scelta dello Sprar, si è ritenuto di unire le forze con gli altri Comuni della zona: «È stato un percorso difficile di confronto», ha detto, «che si è ora concluso con l’approvazione di un protocollo di intesa, primo tassello per arrivare all’obiettivo concreto di predisporre il progetto da presentare entro marzo al ministero dell’Interno, che lo finanzierà». Per lo Sprar si devono garantire le strutture, l’alfabetizzazione degli adulti, la gestione sanitaria dei nuovi arrivati, il lavoro socialmente utile. «In questo ambito», ha ricordato il consigliere Luciano Fiorio, «abbiamo già fatto una grande esperienza positiva». Infatti gli immigrati già ospitati in paese hanno fatto a titolo volontario lavori di pulizia delle aiuole, dei marciapiedi, delle caditoie stradali, dello spargimento sale, della tinteggiatura di alcune aule, di pulizia e riverniciatura delle travi della scuola materna e molto altro; inoltre hanno partecipato al corso per analfabeti e a un corso di cucito per le ragazze. Tutte queste esperienze saranno trasferite all’interno del progetto che si sta predisponendo in accordo con i Comuni di Arcole, Belfiore, Monteforte, Bonavigo e Bevilacqua. Il protocollo approvato dal Consiglio comunale ha il parere favorevole anche della consigliera Anna Firolli (Cinque stelle), che definisce lo Sprar «Una buona occasione per programmare a lungo raggio la gestione dell’immigrazione, a condizione che l’accoglienza sia diffusa e trasparente». Contrario il voto di Alessandro Signorato, esponente di Casapound: «I soldi è meglio spenderli per i nostri poveri, anziché per questi che bighellonano davanti ai supermercati». Gli ha replicato Fiorio: «Non c’è nessuno dei nostri che bighellona: sono casomai altri immigrati, che vengono da fuori paese. Comunque i soldi che arrivano dall’Unione Europea, destinati agli immigrati, non possono essere usati per altro». L’accordo formalizzato con l’approvazione del protocollo ha decorrenza fino alla scadenza della realizzazione del progetto da parte del ministero dell’Interno. La finalità è quella di creare una rete territoriale per lo sviluppo integrato delle politiche di accoglienza e protezione di richiedenti asilo e rifugiati. •

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