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04.02.2018

In Consiglio comunale il patrono del paese

Alfred Rethel: «Predica di San Bonifacio» (XIX secolo, Museen der Stadt di Aachen)
Alfred Rethel: «Predica di San Bonifacio» (XIX secolo, Museen der Stadt di Aachen)

Gianni Bertagnin Se ne parlava da tempo: è assurdo che San Bonifacio non abbia ancora un suo patrono, come tutti i paesi. Solo l’Assocazione Ricercatori documenti storici negli ultimi anni ha provveduto «ufficiosamente» a colmare la lacuna festeggiando, in proprio, San Bonifacio ogni 5 giugno. Ora anche l’Amministrazione comunale sta ufficialmente compiendo i suoi passi in questo senso e domani, all’ordine del giorno del Consiglio comunale, figura anche una delibera che chiede di designare patrono del paese il San Bonifacio di Fulda, l’evangelizzatore della Germania. «La procedura, che risale addirittura al 14° secolo», spiega il vicesindaco, professor Mario Nogara, «prevede il consenso dei fedeli, poi quello dei parroci, quindi l’approvazione del Consiglio comunale, successivamente tutta la documentazione va alla Curia della diocesi di Vicenza, per il placet del vescovo, per essere poi inoltrata a Roma, alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, che la esaminerà per sottoporla alla decisione definitiva del Papa». Con questa il Comune potrà intitolare la comunità di San Bonifacio al San Bonifacio di Fulda: il 5 giugno, giorno della ricorrenza, diventerà quindi ufficialmente festivo per tutto il paese. Con conseguente chiusura di uffici e negozi. Il Consiglio pastorale ha dato il suo consenso nei giorni scorsi e ha già predisposta la lettera che, dopo l’approvazione del Consiglio comunale sarà inviata alla Cancelleria della diocesi, proseguendo poi l’iter e verso Roma. Precisa l’assessore Nogara: «Le cinque parrocchie di San Bonifacio mantengono comunque il proprio santo: Sant’Abbondio per quella del Duomo, San Pietro Apostolo per Villanova, Santa Lucia per Lobia, San Valentino per Locara, San Giuseppe Lavoratore per Praissola e la Madonna Presentata al Tempio per Prova». «Il nuovo patrono», precisa, «riguarda tutta la comunità sanbonifacese nel suo insieme, cioè il comune di San Bonifacio, l’unico in Italia con questo nome e il solo a non avere mai avuto un suo protettore da festeggiare annualmente». Stranamente qui non si era mai festeggiato nemmeno il San Bonifacio di Tarso, il soldato romano che, secondo la tradizione popolare, sarebbe morto martire: di lui esiste una statua proprio sulla facciata del duomo, così identificato circa quattro secoli fa, sembra per una sorta di «suggestione» popolare. «Infatti quello di Tarso», sottolinea Nogara, «è stato cancellato dal calendario liturgico, nel dubbio di un santo nella leggenda, come del resto moltissimi martiri nei primi secoli della Chiesa». Il San Bonifacio di Fulda invece è stato l’evangelizzatore della Germania e attuale patrono dell’Europa, non solo, ma era anche un intellettuale che scrisse decine di volumi. Al termine del riconoscimento si potrà fare un convegno, magari invitando quei monaci di Fulda che, secondo le ricerche svolte dall’Associazione Ricercatori documenti storici, avrebbero per primi istituito un piccolo cenobio sul colle della Motta, erigendovi una chiesetta dedicata al loro San Bonifacio. Da cui poi presero il nome anche i conti di Verona, diventando i conti San Bonifacio, e tutto il paese. •

Gianni Bertagnin
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