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29.10.2013

Il ponte della Motta ha i giorni contati

Il ponte della Motta con l'Alpone in piena: una situazione che non si ripresenterà in futuro
Il ponte della Motta con l'Alpone in piena: una situazione che non si ripresenterà in futuro

San Bonifacio. I segni sulla ciclabile ci sono già, e tra 15 giorni arriva anche la passerella ciclopedonale: è quella che sarà posizionata sull'Alpone, una trentina di metri a monte del ponte della Motta, a San Bonifacio, e che darà di fatto il semaforo verde alla rimozione del ponte ottocentesco. Questo indicano i segni con la vernice rossa sulla pavimentazione della ciclabile e su uno dei paletti del parapetto: «Tra qui e il Chiampo, la zona dove era prioritario intervenire era a San Bonifacio. Ho dunque formalizzato un ordine di servizio con cui la ditta che aveva preparato una passerella con cui ovviare al ponticello che guarda alla campagna di San Vito, a Locara, la posizionerà invece a monte del ponte della Motta». Così l'ingegner Mauro Roncada, capo del Genio civile di Verona. Se viene posato un percorso alternativo per pedoni e bici, vien dunque da pensare che sia agli sgoccioli anche il conto alla rovescia per la rimozione del ponte delle contestazioni: «E' così. Col posizionamento della passerella e la predisposizione di due piccole piste su ambo i lati, saranno anche spostati i sottoservizi che oggi passano dal ponte della Motta. Subito dopo il ponte sarà rimosso». Siamo alla fine di ottobre, cioè un mese dopo l'annuncio con cui l'allora sindaco Antonio Casu aveva parlato di spostamento entro il 30 settembre. Roncada non entra nel merito, ma spiega: «I vincitori della gara per i lavori di messa in sicurezza (lavori per oltre 5 milioni, ndr) si erano presentati come associazione temporanea di impresa. Le parti dell'associazione, nelle settimane scorse, non hanno più proceduto insieme e non era pensabile aggiudicare comunque i lavori a un singolo, proprio perchè la natura giuridica del concorrente era di associazione. Non potendo fare diversamente», spiega Roncada, «abbiamo aggiudicato i lavori al secondo classificato, cosa che ha innescato da parte del primo un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Ecco spiegate le ragioni del ritardo». Il Tar dovrebbe affrontare la questione il 6 novembre, ma non è detto che tutto venga definito allora. Di sicuro, sfortunatamente, è che il calendario annuncia la stagione in cui le piogge importanti sono probabili. E dunque il Genio ha detto avanti tutta a prescindere, «c'è un problema di sicurezza idraulica». Il ponte, lo ricordiamo, sarà solo rimosso e depositato qualche centinaio di metri più a valle in sinistra Alpone. E' un manufatto del 1876 che la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, in aprile, ha definito essere bene di interesse culturale. Un bene, dunque, da recuperare e valorizzazione. Non è questo, peraltro, il problema stringente: oltre tutto il Comune di San Bonifacio ha impugnato al Tar il provvedimento con cui, con procedura d'ufficio e senza alcuna opposizione, è stato imposto il vincolo. Senza ponte il percorso da una sponda all'altra del fiume c'è comunque, anche se si allunga di tre chilometri. Il riferimento è ai tracciati via Palù - Fontanelle - Porcilana e Masetti, e per via Portone - Chiavichetta - Ambrosini, regionale 11 - bretella - via Giaretta. Delle due l'una, almeno in questa fase: l'aut aut tra comodità o sicurezza idraulica. Se argini, diaframmature, abbassamento del fondo dell'Alpone a monte e a valle del ponte sono interventi che ricadono nel mega cantiere da oltre 5 milioni, con la rimozione del ponte, quanto meno si dice addio alle ruspe che ad ogni piena debbono rimuovere svariati metri cubi di detriti e ramaglie che, sotto il ponte più basso degli argini, non passano e si accumulano a valle dello stesso. Via il ponte e via le pile, significa anche addio all'effetto rastrello delle pile stesse in alveo. Un primo passo, insomma, in attesa dello scioglimento del nodo su quale sarà il nome della ditta che cantiererà l'opera di messa in sicurezza definitiva della zona (il bando venne emesso alla vigilia dell'alluvione del 2010) il cui cantiere doveva aprire (data più recente) a Pasqua.

Paola Dalli Cani
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