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23.12.2018

Il futuro del Comune è un pieno di energia

Il sindaco Gianpaolo Provoli
Il sindaco Gianpaolo Provoli

Il Comune di San Bonifacio ha deciso il suo futuro nel segno dell’energia: il suo «vitalizio» si chiama Unicoge, l’azienda partecipata che già ora (e da anni) gli assicura un reddito che gli consente l’equilibrio di bilancio senza aumentare le tasse o le tariffe dei servizi. La notizia bomba, dopo circa tre anni di incubazione, è scoppiata giovedì sera a conclusione di una seduta apparentemente prenatalizia: il clamore dell’annuncio dato dal sindaco Gianpaolo Provoli ha spiazzato anche l’opposizione che, colta di sorpresa, si è limitata (con Anna Firolli) a invitare la giunta a riflettere e approfondire la portata della decisione. In sostanza il Consiglio, con un solo voto contrario e un astenuto, ha deciso di procedere nella operazione Unicoge, che presenta due opzioni: il Comune, (che già possiede il 23%) acquista direttamente le azioni messe in vendita dai Comuni soci di Unicoge (come Lonigo e Zimella)che se ne vanno (per realizzare propri progetti); la seconda: il Comune esercita la prelazione assieme al Comune di Cologna Veneta e all’Agsm di Verona insieme con un nuovo gruppo di enti pubblici del settore gas, quella che sarà una «New.Co». Il sindaco ha così spiegato l’importante operazione: «Ora accade che alcuni Comuni soci di Unicoge stanno facendo scelte diverse, come Lonigo e Zimella, ma anche Colognola ai Colli e probabilmente Soave, stanno per mettere in vendita le proprie partecipazioni azionarie. Invece San Bonifacio e Cologna Veneta hanno considerato strategica questa società e quindi stanno facendo quello che è possibile per poterne mantenere il controllo pubblico. L’altro aspetto che ora si profila è come mantenerlo, questo controllo pubblico, quando gli altri Comuni, prima soci, hanno intenzione di mettere in vendita le quote. Fortunatamente, esiste un diritto di prelazione da parte dei soci pubblici e di conseguenza il Comune di San Bonifacio ha intenzione di fare di tutto per esercitare questo diritto, in questa importante azienda strategica. Quindi anche a bilancio abbiamo messo una certa cifra, oltre due milioni di euro, a questo scopo». Le partecipate, ha ricordato il sindaco, cioè le aziende di cui il Comune di San Bonifacio detiene quote azionarie, sono abbastanza importanti: una è istituzionale, come Acque Veronesi, un’altra, ViverAcqua è collegata ad Acque Veronesi; altra importante è Valliflor, che però è una partecipata di secondo livello perché la rappresentanza delle quote è direttamente posseduta dal Consorzio dei sette Comuni Le Valli; un’altra partecipata è l’Unicoge, considerata strategica perché, già nell’ultima revisione fatta, riferita al 2016, svolge servizi pubblici importanti come la fornitura di gas a gran parte degli utenti di San Bonifacio, nonché energia elettrica e anche la produzione di energia elettrica con la gestione dei parchi fotovoltaici che ci sono nei vari comuni che a suo tempo hanno formato la società. È quindi una società che svolge, ha ribadito il sindaco, nel territorio un servizio importante per i cittadini e da sempre per quel che riguarda San Bonifacio: il gas un tempo era gestito internamente, essendo stato uno dei primissimi paesi che i sono allacciati alla rete del metano: ciò ha sempre portato all’interno delle casse del Comune delle disponibilità economiche derivanti dal guadagno che il Comune ricavava dalla vendita del gas ai propri cittadini. Con l’evoluzione storica si è poi formata questa società, l’ Unicoge, che appunto continua l’opera secondo le direttive di legge. I VANTAGGI? Questa partecipata è importante, ha evidenziato Provoli, innanzitutto perché ha uno sportello per ogni comune consorziato, quindi anche a San Bonifacio, con il quale i cittadini, soprattutto gli anziani che possono avere qualche difficoltà con il call center, hanno la possibilità di dirimere le questioni legate alla propria bolletta. Secondo aspetto è che, anche nei casi di morosità delle bollette dovuta alla crisi che ha colpito parecchie famiglie, il Comune può in qualche modo interfacciarsi con la propria società per dilazionare il debito e per far sì che famiglie con minori non siano da un momento all’altro lasciate al freddo con la chiusura del contatore del gas. Il terzo motivo importante è proprio questo: le tariffe stabilite dall’autorità garante per l’energia consentono un certo guadagno, guadagno che la società che distribuisce il gas ottiene: oltre un milione di euro anche quest’anno di utili da parte della società, che entrano poi come dividendo nelle casse del Comune e possono quindi apportare un forte beneficio per quel che riguarda la spesa corrente comunale. Il Comune di San Bonifacio, grazie agli introiti dei dividendi degli utili, che derivano dai propri cittadini, vengono reinvestiti nel Comune in maniera tale che consentono di non aumentare le tasse, né le tariffe dei servizi: con questo il Comune può tenere basso il costo delle mense e dei trasporti scolastici, praticamente può fare una politica fiscale molto più a favore dei cittadini. Pertanto questa Società, conclude il sindaco, è considerata strategica perché gli utili delle bollette che i cittadini pagano non vanno a società nazionali o multinazionali a fini di lucro, ma ai propri Comuni che li reinvestono in forma di servizi. Di conseguenza è un aspetto molto importante e virtuoso per quel che riguarda il Comune di San Bonifacio perché nel corso degli anni si parla di cifre che vanno dai 200 ai 300 mila euro, cifre che è opportuno siano investite nel proprio territorio. Quindi il Consiglio giovedì ha riconfermato non solo la funzione strategica della società Unicoge, espressa anche nel Documento unico di programmazione (Dup), ma anche la volontà di mantenere sotto il controllo pubblico questa importante Società. Due quindi le strategie che si profilano: esercitare il diritto di prelazione come singolo Comune, o eventualmente creare una struttura (la New.Co) che possa addivenire all’acquisizione del controllo pubblico della Società con un nuovo partner pubblico dei Comuni di San Bonifacio e Cologna Veneta (come l’Agsm di Verona), per poter insieme mantenere questa società nel territorio.

Gianni Bertagnin
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