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27.12.2017

Il cuore di Mamma Anna batte caldo e generoso

Paola Dalli Cani Natale in oro, quello della pasta, e rosso, quello del pomodoro: la solidarietà fa festa tre volte al refettorio di Mamma Anna. Tanti sono stati i momenti caratterizzanti le giornate di Natale alla mensa per persone in difficoltà che da quattro anni è aperto alla Casa della giovane a San Bonifacio: tre «doni» per chi attraversa la vita tra grandi fatiche, e quello più inatteso, è arrivato dagli studenti dell’ istituto Dal Cero di San Bonifacio, guidato dalla dirigente Silvana Sartori: hanno promosso l’iniziativa «Caterina torna a scuola, il gusto della solidarietà». Caterina era la mamma di Bruno Serato, come Anna era la mamma di Fulvio Soave: il primo è lo chef sambonifacese che dal 1995 ha ideato in California la mensa gratuita per i bambini dei motel (il Caterina boys&girls club che oggi conta 37 centri per oltre due milioni di pasti); il secondo è il titolare dell’Hotel Soave-Best Western, pure sambonifacese, che nel settembre del 2013 ha fatto nascere «Mamma Anna», il refettorio accolto alla Casa della giovane dove ogni anno vengono serviti 20 mila piatti di pasta arricchiti da ciò che la provvidenza mette a disposizione. Mamma Anna è la «cugina» di Caterina (non a caso il battesimo della mensa sambonifacese ospitò anche Bruno Serato), ed è per questa ragione che studenti e docenti hanno pensato di sostenere lo spirito dell’iniziativa lanciando una raccolta di pasta e pomodoro a scuola. Poi, all’antivigilia di Natale, hanno chiamato Fulvio Soave a scuola e gli hanno consegnato, alla presenza di Eddy Serato (uno dei fratelli di Bruno) il frutto della loro colletta alimentare. «È stata una sorpresa che mi ha davvero commosso», dice Soave, «la dimostrazione che nei giovani di oggi c’è del buono anche se molti dicono che sono svuotati. Ringrazio tutti anche per l’invito che mi è stato fatto ad andare a scuola a raccontare l’esperienza del refettorio». La consegna della pasta e del pomodoro ha seguito di un giorno la nuova iniziativa con cui Mamma Anna ha guardato alle persone sole: di concerto con l’Unità pastorale di San Bonifacio, il Movimento per la vita, l’Opera San Vincenzo e il Circolo Noi-Acli, 45 persone sono state accolte (compreso il servizio di trasporto da e per casa) al ristorante dell’hotel di Soave per un pranzo di Natale specialissimo. Se Babbo Natale ed il suo Elfo hanno pensato all’animazione e alla consegna di un dono per ciascuno dei presenti, al sottofondo ha provveduto un musicista: a tavola c’erano anche il sindaco Giampaolo Provoli e don Stefano Giacometti oltre ai presidenti delle associazioni coinvolti dall’iniziativa resa possibile da otto volontari del refettorio. Due giorni dopo altri due di loro hanno deciso di trascorrere il pranzo di Natale con i 70 ospiti del refettorio che le suore della comunità religiosa locale hanno vestito a festa: sono state loro, le religiose «padrone di casa» a volersi occupare personalmente anche del servizio agli ospiti. «Il pranzo con gli anziani soli mi ha aperto un mondo», dice Soave, «ho capito che la solitudine che li accompagna si combatte con la presenza, l’ascolto e la comprensione. Il Natale al refettorio ha confermato perché Mamma Anna esiste e opera: chi è venuto», conclude, «lo ha fatto con fiducia, certo di poter contare su un’accoglienza anonima ma attenta e piena di calore». •

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