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lunedì, 15 ottobre 2018

«Gli ho già fatto portare i pomodori dalla Sicilia»

«Lanzafame: Pierluigi, ciao. Menegazzi: Dottore buongiorno. Lanzafame: Com’è finita? M.Siamo andati, tutto ok. Lanzafame: Sì?. M:Sì però non siamo mica andati là, siamo andati a casa sua dalla moglie (di Sabaini non indagata ndr). L’abbiamo fatto più da furbi. Poi la moglie l’ha chiamato. L.: ah! M.: È stata contenta. Abbiamo portato tutta la roba che c’era da portare e poi si arrangia lui a dividerla. L.:va bene». Sono le 10.45 del 31 maggio scorso quando Pierluigi Menegazzi telefona ad Alfio Lanzafame e gli comunica di aver consegnato «tutta la roba» al dipendente dell’Inps. A parere degli inquirenti, si tratta di una telefonata - chiave per provare la presunta corruzione dei dipendenti Inps commessa in concorso con Lanzafame. Nel colloquio riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, «Lanzafame chiede com’è finita e Menegazzi gli fa il resoconto dicendo che avevano portato tutta la roba «non là» da intendersi nell’ufficio Inps ma a casa della moglie. Ed esclama in questo modo che l’avevano fatta «più da furbi» con chiaro riferimento al fatto che la consegna a casa del destinatario dava meno nell’occhio rispetto ad una consegna in un posto pubblico (gli uffici Inps ndr)». Passa solo un giorno e c’è un’altra telefonata tra Menegazzi e Lanzafame. «Lanzafame: Bova (funzionario Inps ndr) mi ha mandato un messaggio e mi ha detto come mai ancora non arrivano le ciliegie quest’anno. Menegazzi: «Non sono mica ancora mature. «L.: me le hanno portate, adesso dico a mia moglie che le mette da parte e una mattina gliele porti. M.: «Sì ma quando ...». L.: siccome me le ha chieste lui e poi lui ci giova sai, quindi...» Una telefonata più che eloquente per gli investigatori laddove lo stesso Lanzafame dice a Menegazzi che «poi lui ci giova sai?». Un’altra telefonata significativa per gli inquirenti intercorre dall’onnipresente Lanzafame con Teresa Bari. Sono le 17.30 del 30 maggio scorso. I due, riporta l’ordinanza, stanno parlando dei pazienti da portare in visita all’Inps quando a metà colloquio spunta «un chiaro riferimento ai «regali». La Bari chiede a Lanzafame se deve portare «qualcosa là (Inps ndr)». Il medico la rassicura che ha già mandato lui «due scatoloni» ed anche «i pomodori comprati in Sicilia».