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12.01.2019

Gas, l’Agsm scommette sull’Est veronese

La sede di Agsm in lungadige Galtarossa a Verona
La sede di Agsm in lungadige Galtarossa a Verona

Il Consiglio comunale di San Bonifacio, convocato d’urgenza, ha detto sì alla costituzione di una nuova società nel settore del servizio gas metano: l’Agsm Energia Est Veronese srl. Una società «veicolo», così è stata definita dal sindaco Gianpaolo Provoli perché servirà da testa di ponte nella conquista della maggioranza all’interno di Unicoge, la società che opera nel libero mercato per la gestione integrata dell’energia, soprattutto del gas metano, società in cui il Comune di San Bonifacio ha già una quota minoritaria: il 23 per cento. Per arrivare ad avere la maggioranza è stata scelta la creazione di una nuova società, assieme al Comune di Cologna e all’Agsm di Verona, quale veicolo finanziario per conquistare la maggioranza di Unicoge. All’interno della nuova società il Comune di San Bonifacio avrà il 41 per cento, Agsm il 40 e Cologna Veneta il 19. Raggiunto lo scopo, questa nuova società potrà poi anche sciogliersi, ha detto il sindaco. Queste le motivazioni della scelta elencate da Provoli: la società ha caratteristiche interamente pubbliche; è radicata sul territorio; c’è la continuità territoriale dei servizi erogati; ha capacità finanziaria; c’è l’esperienza specifica del settore. Inoltre costituisce per il Comune una sorta di «bancomat» per gli utili che fornisce; ha uno sportello locale; serve già gran parte dei cittadini sanbonifacesi; può interfacciarsi con i Servizi sociali per favorire le famiglie in difficoltà, senza interrompere loro il servizio. Il sindaco ha anche ricordato che la legge Madia non riguarda le società, come Unicoge, che posseggono una rete di distribuzione del servizio. Il valore dll’Unicoge, secondo la stima del perito scelto dal Tribunale, è di 12 milioni (il dato è stato trasmesso dal sindaco di Lonigo a San Bonifacio soltanto due giorni fa, dopo ripetuti solleciti). La delibera à stata approvata quasi all’unanimità dal Consiglio comunale, comprese le minoranze presenti. Unica voce dissonante: Anna Firolli (M5S) che ha votato contro, dopo un lungo intervento per elencare le sue perplessità e i suoi dubbi sulla bontà dell’operazione e sui rischi che si potrebbero correre. I suoi ragionamenti sono stati definiti più che una contestazione tecnica una «favola di Natale» (Gino Gozzi), che «non sta né in cielo né in terra» (Luciano Fiorio), «frutto di dietrologia» (Adriano Pimazzoni). Anche l’avvocato Federico Pasetto ha polemizzato con la pentastellata. Nella presentazione della delibera il sindaco ha ricordato che il Comune di San Bonifacio ha un passato virtuoso in fatto di metano: una storia di quasi settant’anni legata al gas. Ha infatti ricordato che San Bonifacio è stato il primo, assieme al Comune di Verona, ad aprirsi alla nuova energia, quella meno inquinante del metano, quando nel 1951 la Snam chiese di portare nel Veronese la sua rete del gas da Cortemaggiore. Per quell’atto di fiducia San Bonifacio ottenne il beneficio di tariffe più convenienti per cui la gestione. Sull’accordo con Agsm è stato ricordato che uno analogo è stato tentato mezzo secolo fa dall’avvocato Danilo Andrioli, consigliere comunale sanbonifacese e poi per lunghi anni presidente dell’Agsm di Verona: tentò di realizzare anche nel suo paese una azienda municipalizzata per il gas, negli stessi anni in cui aveva cercato di unificare l’Agsm con la municipalizzata Aim di Vicenza, cosa che si sta realizzando oggi. •

Gianni Bertagnin
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