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10.02.2019

Diabete e vista, il test a tutto campo

Il fluorangiografo e da sinistra il dottor Claudio Capra, l’infermiera Paola e il dottor Stefano Perlini
Il fluorangiografo e da sinistra il dottor Claudio Capra, l’infermiera Paola e il dottor Stefano Perlini

All’ospedale Fracastoro di San Bonifacio è notevole la soddisfazione di medici e pazienti per l’arrivo in questi giorni di un preziosissimo apparecchio, il fluorangiografo, indispensabile per la diagnostica e la cura dei diabetici e per prevenirne la cecità. Interessa quindi sia la medicina che l’oculistica. Spiega il dottor Claudio Capra, direttore della Medicina interna e del Centro diabetologico dell’ospedale: «Questa apparecchiatura copre una parte importante della diagnostica e delle terapie del paziente diabetico, perché serve per scoprire la retinopatia diabetica (una degenerazione della retina), che è la principale causa di cecità acquisita in età lavorativa, se non tempestivamente e adeguatamente curata. È una complicanza che colpisce molti diabetici, soprattutto quelli che hanno un diabete non ben controllato, con una emoglobina glicata alta. I sintomi si manifestano spesso tardivamente quando le lesioni sono già evolute». «Il progetto regionale per il diabete», ricorda Capra, «prevede che il paziente diabetico abbia periodicamente accesso a questo esame per consentire la verifica dell’insorgenza o meno di questa patologia, che può appunto portare alla cecità». Sono interessati a questo problema un gran numero di diabetici, i quali però negli ultimi due anni si sono dovuti rivolgere ad altri ospedali a causa del guasto del vecchio fluorangiografo in funzione da molti anni al Fracastoro. Ora finalmente il servizio è tornato, anche se per il momento con cadenza solo settimanale, in attesa di implementazione del personale medico. «Naturalmente», dice l’oculista dottor Stefano Perlini, cui è affidato questo servizio al Fracastoro, «dopo l’angiografia riprenderemo anche la laserterapia per il trattamento di questi diabetici. Questo nuovo strumento è estremamente automatizzato e permette anche di eseguire diversi altri esami della retina, che sono molto importanti; cioè la retinografia e quindi una foto a colori della retina, indicata sia nel diabete che per altre patologie dell’occhio, come la maculopatia senile, ad esempio, oppure per altre patologie di carattere circolatorio quali occlusioni venose retiniche, occlusioni arteriose.... Inoltre consente di fare anche foto in autofluorescenza: una tecnica nuova in grado di distinguere certe patologie della retina e questo senza l’iniezione del mezzo di contrasto colorante in vena; quindi è uno strumento completo che dà un quadro della retina nel suo complesso in varie patologie». •

Gianni Bertagnin
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