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13.06.2018

Campagna Aido «Trapianti si può fare di più»

Giancarlo Dalla Tezza
Giancarlo Dalla Tezza

Il presidente dell’Aido di San Bonifacio, Giancarlo Dalla Tezza, ancora una volta riconfermato alla guida del più attivo gruppo di donatori di organi d’Italia, come primo gesto del nuovo anno sociale lancia la sfida per la più difficile delle battaglie finora sostenute: quella di ottenere dalla gente una maggiore risposta all’appello di recarsi a registrare la propria volontà in fatto di donazione dei propri organi. «Dagli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute, che pone in evidenza le eccellenze del Sistema regionale trapianti del Veneto», dice Dalla Tezza, «emerge la volontà di donazione espressa formalmente da circa 300mila veneti. Di queste espressioni di volontà di donazioni ben 52.345 sono state eseguite nei Comuni; 22.309 nelle sedi delle Ulss e 215.610 nelle varie sedi comunali dell’ Aido, per un totale complessivo di 290.264, una cifra deludente, che fa emergere quanto lontana sia ancora la nuova strada lanciata dallo Stato: quella di recarsi all’anagrafe del proprio comune di residenza». Dalla Tezza spiega che questa grande differenza, dovuta alla ignoranza del cittadino, lascia capire che «malgrado lo Stato e i Comuni (impegnando anche grosse somme), abbiano stretto strategie legali perché i cittadini potessero avere luoghi facili dove esprimere la loro volontà, non stia dando i risultati desiderati». Ricorda poi che si sono fatte riunioni organizzative regionali, provinciali e comunali; si sono fatti corsi di formazione per gli addetti; si sono fatte campagne pubblicitarie ma con risultati assai deludenti. «Nell’ultima assemblea del gruppo comunale», dice, «questo problema è emerso anche a San Bonifacio, malgrado da noi si siano fatte specifiche manifestazioni, si siano distribuiti migliaia e migliaia di volantini e l’amministrazione comunale si sia attivata come stabilito dalla legge». Dalla Tezza infine sottolinea come sia difficile trovare una soluzione: scartata quella di passare personalmente di casa in casa, o quella di invitare i diciottenni nel momento del rilascio della carta di identità, oppure di effettuare delle apposite assemblee pubbliche coinvolgendo tutte le associazioni del volontariato, si è deciso alla fine di fare prossimamente «una azione generale coinvolgendo tutte le persone, in modo che ognuno non possa dire “io non lo sapevo”». «Con l’aiuto anche dell’ amministrazione comunale, che ci fornirà l’elenco generale della famiglie sambonifacesi», conclude il presidente dell’Aido, «si invierà una lettera a tutte, spiegando chiaramente l’iter per poter scegliere di donare gli organi in modo facile e corretto. Sarà impegnata tutta la presidenza, in prospettiva anche dei festeggiamenti del quarantesimo di fondazione dell’anno prossimo». •

Gianni Bertagnin
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