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05.01.2019

Acquedotto, apre il cantiere dopo 25 anni

A Locara martedì saranno consegnati i lavori per l’acquedotto dopo anni di attesa
A Locara martedì saranno consegnati i lavori per l’acquedotto dopo anni di attesa

Martedì «Acque veronesi» consegna alla ditta aggiudicataria dei lavori il cantiere per l'estensione dell’acquedotto a Locara ed il sindaco Giampaolo Provoli aggiunge un’altra «medaglia» al proprio medagliere per l’attività svolta nel suo mandato: l’ex primo cittadino Silvano Polo, però, sbotta, «la situazione di rischio legata ai Pfas a Locara i cittadini se la sono in buona parte voluta!». Lui, sindaco tra ’94-’98 e tra 2004-2009 il «braccio di ferro» coi locaresi per l’allacciamento all’acquedotto l’ha vissuto in pieno: «Destinammo all’acquedotto di Locara, tra 1997 e 1998, il mutuo che il Comune aveva ottenuto nel 1992 per il palazzetto dello sport ma non arrivammo al dunque. Successivamente il sindaco Antonio Casu arrivò a proporre una riduzione del 50% sul costo di allacciamento», ricorda Polo, «ma si allacciarono giusto le scuole, le poste, la farmacia e la parrocchia. Perchè?», dice l’ex sindaco, «perchè i cittadini hanno preferito vulnerabili pozzi privati pur di non pagare i costi di depurazione». La colpa, a suo dire, sarebbe anche del Comune: «Da quanto ne so l’ultimo censimento è stato fatto nel 1982 e pozzi non censiti sono pozzi abusivi. Tra il 2004 e il 2005, la situazione non era minimamente cambiata perchè per anni gli abitanti della frazione ignorarono, sottovalutarono e snobbarono più di un invito ad allacciarsi. A marzo del 2005 sollecitai a dare esecuzione ad un ordine di servizio ad hoc dell’ottobre dell’anno prima». Polo ricorda poi un accordo con l’Ato per finanziare uno studio di fattibilità con cui estendere al sambonifacese la rete del Cisiag (Consorzio intercomunale servizi idrici Adige Guà), «ma nel 2007, nel periodo in cui le notizie sui casi di inquinamento cominciarono a diventare allarmanti, acquedotti e fognature passarono all’Ato. Al di à di tutto, da quanto ne so io, le cose, in termini di censimento dei pozzi privati, è rimasta quella che era». Lo conferma lo stesso Provoli: «Polo ha ragione, le cose sono andate così. Diciamo che non essendoci sistemi di aprovvigionamento alternativi, il numero dei pozzi è sempre stato fatto coincidere con quello delle abitazioni. C’è senz’altro chi ha fatto il furbo», considera Provoli, «ma non tutti scaricano in fognatura e dunque non tutti hanno fatto i furbi. Non avrebbe senso procedere oggi, visto che a breve inizieranno i lavori, per 500 mila euro, con cui Acque veronesi estenderà la rete anche alle vie Ferrari, Barbarani, Borgoletto di sopra e Borgoletto di sotto per quasi 250 persone che convocheremo entro il 20 gennaio per formalizzare l’impegno all’allacciamento. Rimarranno in sospeso alcune situazioni relative a case sparse: l’impegno per il nuovo anno è a censire la situazione, che deve tener conto di alcuni pozzi acquisiti dal Comune, rapportare i dati con quelli in possesso di Acque veronesi e far rispettare l’obbligo delle analisi periodiche, almeno annuale, delle acque. Dovranno pensarci i cittadini per conto proprio o riferendosi alle convenzioni sottoscritte sia da Acque veronesi che dall’Ulss». Per Provoli i lavori presto al via sono una vittoria che replica l’allacciamento, circa un anno fa, delle località Perarolo-Sant’Angela. Quanto ai Pfas, «il monitoraggio è attivo da cinque anni, oltre a quello sulle trieline». Polo, a riguardo, si tiene un’ultima parola: «C’è una responsabilità proprio di chi oggi a Locara patisce questo problema di salute che non sono sicuro sia tutto in capo ad una singola azienda, la Miteni. Di ciò che è accaduto nel distretto della concia e dei depuratori dal funzionamento dubbio non si ricorda più nessuno?». •

Paola Dalli Cani
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