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21.01.2019

Omaggio degli alunni di oggi ai bambini della Shoah

Una settantina di studenti delle tre terze della scuola media Antonio Pisano di Caldiero rileggeranno la storia della Shoah in occasione del Giorno della memoria (che ricorre il 27 gennaio): hanno allestito uno spettacolo di musica e teatro per venerdì 25 al teatro parrocchiale in corso De Gasperi. L'infanzia rubata. Il coraggio dei figli della Shoah è stato quello di vivere, questo il titolo, darà vita a una serata di approfondimento. L'ingresso è libero, ma consentito fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli stessi alunni di terza media, riproporranno il medesimo spettacolo l'indomani, sabato, sempre in teatro, per i compagni delle classi prime e seconde della scuola media e per gli scolari di quinta elementare, che quest'anno affronteranno nel loro programma didattico la Seconda Guerra mondiale. L'infanzia rubata è stato allestito dall'amministrazione comunale e dalla biblioteca civica Don Pietro Zenari, in collaborazione con l'Istituto comprensivo di Caldiero. È il quarto anno che gli studenti delle terze medie vengono coinvolti dalle istituzioni locali e diventano protagonisti in prima persona per approfondire e fare memoria della deportazione di ebrei, avversari politici, omosessuali e zingari nei lager: pochissimi fecero ritorno dai campi di sterminio di Germania, Austria, Polonia e dalla Risiera di San Sabba a Trieste. Quest'anno, come indica il titolo, gli insegnanti hanno puntato sui minori deportati, migliaia e migliaia di bambini, adolescenti e ragazzi, una intera generazione sterminata, senza lasciare loro possibilità di scelta. Molti di quei minori sono morti probabilmente senza avere l'esatta consapevolezza di che cosa stava accadendo a loro e alle loro famiglie. Ma finché gli è stato consentito hanno vissuto in quei lager, a volte trascorrendovi molta parte della breve vita loro concessa. Gli studenti delle medie proporranno e interpreteranno brani cantati, recitati e suonati per ricordare proprio quei piccoli strappati alle loro famiglie e alla vita, diventando simbolo di uno sterminio immane. I ragazzi sono stati accompagnati in questo percorso didattico interdisciplinare, che ha coinvolto varie materie scolastiche (musica, arte, storia, letteratura) per essere messi nelle condizioni di raccontare agli adulti e ai coetanei la deportazione nei campi di sterminio dei minori, vista con gli occhi dei giovani della generazione 2.0. «La prima generazione che oramai non ha più la possibilità di sentire dal vivo i testimoni diretti», spiega la consigliere delegata all'istruzione Elisa Bonamini, «e che è chiamata a diventare essa stessa testimone, affinché il ricordo di quanto accaduto non venga meno, in un momento in cui il rischio di recrudescenze ideologiche di razze superiori ad altre, è molto alto». •

Zeno Martini
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