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25.06.2016

La Val d’Alpone
e Bolca candidate?
«Noi, sito Unesco»

Una sala del museo di Bolca
Una sala del museo di Bolca

«Faune, flore e rocce del Cenozoico nella Val d’Alpone» patrimonio Unesco: il progetto fa un passo avanti e i Comuni, per primi, dimostrano di crederci. Sono già quattro (e cioè Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara e Roncà) i Comuni veronesi che hanno deliberato dicendo sì alla costituzione di una Associazione temporanea di scopo che avrà come compito quello di preparare il dossier necessario all’inserimento della Val d’Alpone nella «tentative list» italiana per la candidatura.
A breve procederanno anche Monteforte d’Alpone e Soave e con loro i Comuni vicentini di Altissimo e Gambellara.
«Capitale» dell’Ats «Faune, flore e rocce del Cenozoico nella Val d’Alpone» è Vestenanova: qui è stato deciso di stabilire la sede legale dell’associazione che avrà la sua sede operativa alla Casa del Vino, a Soave, alla Strada del Vino Lessini Durello indicato come organismo capofila attraverso il presidente Giamberto Bochese. 
L’IDEA di far riconoscere la Val d’Alpone come patrimonio mondiale dell’umanità partendo dal suo incomparabile patrimonio geopaleontologico è nell’aria da più di un anno ma è stato nell’autunno scorso che se ne è parlato pubblicamente la prima volta, in occasione di un convegno promosso a San Giovanni Ilarione e dedicato alle risorse del territorio. Il valore aggiunto del progetto è che l’idea sia nata dal mondo accademico grazie agli esperti che da anni sono presenti sul territorio quali referenti scientifici di campagne di scavo geopaleontologico o archeologico e che periodicamente fanno capolino a Bolca, gioiello palentologico di fama mondiale. Da loro, sottovoce, è uscita l’idea sposata subito da Bochese: il passo verso il coinvolgimento dei Comuni è stato quello successivo e con un paziente lavoro di relazioni e regia si è arrivati a quello che sarà il primo «mattone» verso la Val d’Alpone col «bollino» Unesco. 
LE DELIBERE andate o che andranno in approvazione in giunta sono il primo segno concreto dei primi cittadini a sostegno del progetto che dovrà diventare ora un obiettivo compreso, condiviso e sostenuta da parte delle comunità locali.
Ci sono i Comuni a dire sì a questa sfida, ma pure la Provincia e la Camera di commercio che hanno già espresso il proprio interesse. Tutto il gruppo comincerà a essere costruito da ora in avanti coinvolgendo pure la Strada del vino Soave, il Consorzio di tutela del vino Soave e a quello del Lessini Durello: ma è solo una griglia assolutamente minima, questa, perché per sostenere il progetto c’è davvero spazio per tutti. Prima, però, dovrà essere formalizzata la costituzione dell’ Ats che avrà il compito di attivare un qualificato gruppo di lavoro per l’elaborazione del dossier di candidatura, coinvolgere i territori e la popolazione locale nel progetto, ricercare finanziamenti e contributi per il sostegno della candidatura, presentare e promuovere la stessa.
Tutto ciò avverrà attraverso due organismi ed un Consiglio: il Comitato scientifico sarà composto da almeno sette rappresentanti del mondo della cultura e della scienza, mentre del Comitato di gestione faranno parte i legali rappresentanti di ogni ente partecipante. Nel Consiglio direttivo siederanno sette componenti: tre designati dal Comitato scientifico e quattro eletti dal Comitato di gestione.

Paola Dalli Cani
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