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05.12.2017

La fusione Belfiore e Caldiero vale 99 euro pro capite all’anno

La Fondazione Think Tank Nord Est ha stimato quanto incasseranno - ogni anno per 10 anni - i nuovi Comuni veneti derivanti dalle eventuali aggregazioni amministrative. In provincia di Verona i Comuni di Belfiore e Caldiero decideranno se confluire nel Comune di Belfiore Caldiero Terme e il nuovo Comune incasserà quasi 1,1 milioni di euro all’anno Per dodici Comuni ci sono cinque fusioni amministrative in dirittura d’arrivo con il voto del 17 dicembre, ma anche risorse, e parecchie, per le nuove amministrazioni che eventualmente nasceranno. La Fondazione Think Tank Nord Est ha stimato quanto incasseranno - ogni anno per 10 anni - i nuovi Comuni derivanti dalle eventuali aggregazioni amministrative; complessivamente si parla di un contributo statale di oltre 4 milioni di euro all’anno. L’appuntamento di domenica 17 con le urne riguarda inoltre Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Saletto e Margherita d’Adige (Padova) che voteranno per fondersi nel nuovo Comune di Quattroville; in provincia di Vicenza i referendum saranno due: a Barbarano Vicentino e Mossano per fondersi nel Comune di Barbarano Mossano, mentre ad Arsiero e Tonezza del Cimone si voterà per diventare il nuovo Comune di Arsiero Tonezza. Infine, nel Bellunese, i Comuni di Falcade e Canale d’Agordo voteranno per istituire o meno il nuovo Comune di Valle del Biois. E così, nuovo Comune per nuovo Comune, la Fondazione Think Tank Nord Est ha calcolato quanto questi incasseranno. Gli importi sono veramente elevati. Il più ricco sarà il nuovo Comune di Quattroville, che si stima riceverà un contributo di oltre 1,3 milioni di euro all’anno per 10 anni, ovvero guardando alla popolazione residente, quasi 150 euro a cittadino in più, pari a circa un +33% della somma delle attuali entrate correnti dei singoli comuni. Al Comune di Belfiore Caldiero Terme andranno invece quasi 1,1 milioni di euro all’anno per 10 anni, pari a quasi 100 euro per cittadino e a un +19% rispetto le attuali entrate correnti. Barbarano Mossano otterrà quasi 800 mila euro di contributo decennale, ovvero 123 euro per abitante pari al +20% delle entrate correnti; Arsiero Tonezza riceverà oltre 500 mila euro per 10 anni, pari a 142 euro pro capite e al +15% delle entrate correnti. Infine, Valle del Biois beneficerà di quasi 400 mila euro di incentivi decennali, equivalenti a 128 euro per cittadino ed al +7% sulle entrate correnti. Non è la prima volta che consultazioni di questo genere si tengono in Veneto. Dal 1994 ad oggi sono già stati 10 i referendum di fusione: in sette casi si è arrivati all’istituzione di un nuovo Comune «aggregato» e in soli tre casi il voto ha bocciato la fusione. «Oggi, però, lo scenario all’interno del quale si collocano i referendum è notevolmente mutato», spiega Riccardo Dalla Torre, ricercatore della Fondazione Think Tank Nord Est. «A differenza di un tempo, adesso lo Stato incentiva fortemente le fusioni tra i Comuni, prevedendo importanti contributi decennali per le amministrazioni che sceglieranno questo percorso. A questi incentivi - peraltro in significativo aumento negli ultimi anni - si aggiungono poi i contributi straordinari regionali e le forme premiali riservate ai nuovi Comuni nell’ambito dei bandi o nell’assegnazione di spazi finanziari, il rinvio degli obblighi di gestione associata e di quelli legati al rispetto del pareggio di bilancio, nonché la possibilità di assumere nuovo personale». «Guardando questi numeri i piccoli Comuni hanno oggi una grande opportunità per sviluppare il proprio territorio, quella di diventare più grandi portando benefici ai cittadini ed alle imprese», sottolinea Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est. «Se vogliamo crescere ed essere competitivi, è la logica delle fusioni, dobbiamo metterci insieme. Un concetto che vale per le imprese ma anche per i Comuni. Per questo oggi lo Stato concede contributi veramente ingenti, che permetteranno alle nuove amministrazioni di migliorare i servizi per i propri cittadini e le aziende del territorio. E saranno proprio i Comuni più piccoli e le frazioni più remote o disabitate ad ottenere i vantaggi maggiori, visto che diventare un’amministrazione più grande vorrà dire contare di più e poter programmare il futuro del territorio e della Comunità con più risorse». Oggi intanto in Regione si terrà un incontro di approfondimento con le amministrazioni interessate sui procedimenti di fusione. L’ha convocato il vicepresidente e assessore agli enti locali Gianluca Forcolin. •

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