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30.12.2017

La Bolca-Cracchi tornerà a essere una strada vera

Un tratto della strada provinciale Bolca-Cracchi
Un tratto della strada provinciale Bolca-Cracchi

Mariella Gugole Miracolo di Natale per Bolca con il via libera del Comune di Vestenanova al progetto di intervento della Provincia che ha erogato 600 mila euro per la definitiva sistemazione della strada provinciale 36b Bolca–Cracchi, dopo sette anni di attesa. Un annuncio lungamente invocato dal sindaco Edo Dalla Verde che in questi ultimi mesi ha letteralmente assediato il palazzo della Provincia e il presidente Antonio Pastorello fino a quando l’atteso finanziamento non è comparso fra le voci del bilancio provinciale. «Un interminabile calvario»: così il sindaco ha definito l’accesso al finanziamento per ridare sicurezza alla viabilità in un’area montana fortemente penalizzata, il cui ultimo atto è stato appunto il Consiglio comunale di Vestenanova riunitosi martedì per deliberare la «presa d’atto, osservazioni e approvazione della variante urbanistica e apposizione vincolo preordinato all’esproprio ai sensi del DPR 327/2001 – progetto Lavori per la sistemazione del piano viabile sulla strada provinciale 36b in località Cracchi del comune». Finalmente sarà l’ultimo inverno di pericoli e disagi per gli abitanti delle contrade poste lungo la strada che scende fino a Crespadoro, nel Vicentino, dissestata da quel nefasto 1° novembre 2010 che in Lessinia aveva provocato enormi frane nel territorio vestenese e, a valle, aveva alluvionato Monteforte e Soave. A Cracchi si torna a sperare: «Eravamo già pronti a scrivere per l’ennesima volta una lettera a Provincia, Prefettura e Comune, dunque la notizia ci rincuora». Tirano un sospiro di sollievo Elena e Christian Cracco, giovane coppia di contrada Cracchi che nel 2010 aveva visto il monte dietro casa sgretolarsi, con la frana che avanzava rovinosamente per fermarsi al cancello della villetta. Divelta la rete di recinzione, il loro terreno era poi diventato l’unico, vitale, passaggio per raggiungere le abitazioni e le aziende agricole a valle. «In questi anni abbiamo continuato a chiedere e a scrivere lettere firmate da tutti noi residenti, ma anche da parenti e amici che frequentano la zona. L’ultima risposta l’ abbiamo avuta l’anno scorso con la promessa che entro l’estate 2017 la Provincia avrebbe fatto i lavori. È trascorso anche l’autunno ed è giunto l’inverno». Mentre fuori grossi fiocchi di neve imbiancano anche le «ferite» di un nastro stradale più adatto al trial che ai normali veicoli, Elena dà sfogo alla lunga attesa: «Speriamo che sia la volta buona: percorrere questa strada è allucinante». Nel corso del 2018, dunque dopo oltre sette anni, la Provincia darà stabilità ai numerosi «rattoppi» della sede stradale che hanno finora consentito sì la viabilità, ma non certo la sicurezza. La delibera comunale ora darà il via all’iter burocratico intrapreso dalla Provincia con la gara d’appalto e l’assegnazione dei lavori, in modo che a primavera si possano aprire i cantieri per adeguati interventi della carreggiata, lesionata in tre punti nella sua discesa da Bolca (la strada si imbocca al bivio subito dopo la casa di riposo San Camillo) in direzione di Crespadoro. Nel 2010 tre contrade - Cracchi, Calisti e Gaiote - avevano vissuto giorni di isolamento, assediate a monte e a valle dalle frane, dopo che in località Cracchi il pezzo di monte sopracitato era franato invadendo tutta la strada a pochi passi dall’abitato. L’intervento immediato fu di bypassare la provinciale, grazie appunto alla concessione d’uso del terreno privato, che ha consentito il transito di tutti i mezzi. Sette anni di passione per i residenti che nel 2013 hanno perfino visto installare beffardi divieti di transito della strada, quotidianamente percorsa anche dagli scuolabus non essendoci vie alternative, e mettendo a repentaglio l’assicurazione di auto e camion (la zona è ad alto concentramento di allevamenti avicoli) costretti a percorrere la strada col divieto di transito. •

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