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04.12.2017

Intanto il primo cittadino di San Giovanni Ilarione va a parlare a Belfiore

Luciano Marcazzan
Luciano Marcazzan

<COBIANCO> Zeno Martini Cittadini di Belfiore e Caldiero nuovamente invitati dalle rispettive amministrazioni comunali, in vista del referendum fissato in questo caso per domenica 17 dicembre, a un nuovo appuntamento che servirà a dare ulteriori stimoli ed informazioni sulla fusione. Dopodomani, alle 20,45, nell’auditorium comunale di Belfiore, nel Palazzo della Cultura, sopra la scuola materna, in piazza della Repubblica, si terrà la serata informativa «Esperienze a confronto». Una serata che si preannuncia alquanto interessante per gli interlocutori che sono stati coinvolti. Interverranno a parlare due primi cittadini, interessati direttamente ad altrettante fusioni. Maurizio Fipponi è il sindaco del nuovo Comune fuso della Val Liona a Vicenza, l’ultimo Comune ad esere nato dopo una fusione tra più Comuni nel Veneto e dunque la realtà che si è fusa più recentemente. È atteso a Belfiore poi Luciano Marcazzan, sindaco di San Giovanni Ilarione, alle prese con la seconda fusione in divenire nel veronese, quella con Roncà: i rispettivi cittadini dei due centri della Val d’Alpone andranno alle urne il 21 gennaio, per decidere la stessa cosa di quelli di Belfiore e Caldiero, fondersi in un Comune unico, oppure no. Tuttavia le posizioni delle due amministrazioni locali di San Giovanni Ilarione e Roncà, sono più marcate rispetto a quelle di Belfiore e Caldiero, come evidenziato anche a lato. Intanto lo scorso 29 novembre, una trentina di agricoltori di Belfiore e Caldiero hanno incontrato i sindaci Alessio Albertini di Belfiore e Marcello Lovato di Caldiero. Gli stessi primi cittadini si ritroveranno con i commercianti due due paesi, lunedì prossimo alle 20,45, nella sala civica dei Volti, in piazza Vittorio Veneto, a Caldiero. Assieme analizzeranno le prospettive per il commercio locale se la fusione dovesse andare in porto. «Come neo amministrazione, sapevamo che appena eletti, se avessimo accolto la mozione presentata dal gruppo di minoranza “Cittadini per Caldiero” in Consiglio comunale per chiedere alla Regione la sospensione dell’iter di fusione», osserva il consigliere comunale Federico Santi di Caldiero, che sta seguendo direttamente il pecorso per andare al referendum, «ci saremmo trovati nella stessa situazione delicata, in cui si trova ora l’amministrazione comunale di San Giovanni Ilarione, in disaccordo con quella di Roncà». Se ne saprà di più di questo dalla viva voce del sindaco Marcazzan. «IL VOTO AMMINISTRATIVO dell’11 giugno scorso», prosegue Santi, «non poteva sostituire il giudizio dei cittadini inerente la fusione. La nostra lista, infatti, ha ricevuto voti provenienti da elettori sia favorevoli che contrari a fonderci con Belfiore ed è corretto quindi sintetizzare le preferenze di tutti i cittadini, in un referendum consultivo». «Voglio chiarire una volta per tutte ai miei concittadini, che non c’è possibilità alcuna di tornare alla fusione a quattro, quella anche con Colognola ed Illasi”, interviene il sindaco di Caldiero Marcello Lovato, “perchè io stesso ho chiesto lo scorso agosto agli amministratori di Colognola se fossero interessati o meno a riprendere in mano il progetto di fusione a quattro e la risposta da parte di Colognola è stata chiarissima: no». «Se il 17 dicembre vinceranno i sì», conclude Lovato, «dovremmo rivedere anche l’Unione di Comuni Verona Est. D’accordo con il sindaco Albertini, abbiamo detto ai nostri concittadini che alla nascita dell’eventuale nuovo Comune unico, corrisponderà una valutazione su quali servizi riportare a livello comunale e quali mantenere invece in capo all’unione».

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