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11.11.2017

Il versante contrario
Marcazzan: «La Regione
fermi il voto di gennaio»

Luciano Marcazzan
Luciano Marcazzan

Referendum sulla fusione con Roncà: «La giunta regionale fermi tutto». All’indomani dell’aver appreso che martedì la Giunta veneta darà il via libera al referendum sulla fusione, e che la data indicata è il 21 gennaio, il sindaco ilarionese Luciano Marcazzan ieri ha inviato una comunicazione urgentissima alla giunta regionale e alla direzione degli enti locali e strumentali della Regione chiedendo un dietro front. «Il consiglio comunale, all’unanimità, aveva richiesto (nella seduta di insediamento dopo il voto amministrativo dell’11 giugno, ndr) la sospensione dell’iter riguardante l’istituzione del nuovo Comune denominato Valdalpone», ha scritto Marcazzan, ma l'unica comunicazione pervenuta da fine giugno da parte della Regione è stata quella di due giorni fa, e cioè l’anticipazione «della volontà, da parte della Regione, di indire il referendum il 21 gennaio. Io e la mia giunta riteniamo tale decisione illogica rispetto a una campagna elettorale per il rinnovo amministrativo nella quale tutte le forze politiche in campo si sono espresse contro questo progetto». A sostegno delle sue parole, Marcazzan allega anche un articolo di giornale in cui i tre candidati allora in corsa, dicevano la loro sul progetto di fusione: tutti e tre condividevano la preferibilità di una fusione allargata a più Comuni e, in maniera più o meno forte, esprimevano serie riserve sul percorso a due. Marcazzan punta moltissimo sul fatto che l’espressione del voto amministrativo sia anche espressione del sentire del paese relativamente alla fusione: «Il comune territorialmente e numericamente più esteso (San Giovanni Ilarione, appunto, ndr) si è espresso in senso non favorevole al progetto sia attraverso le ultime elezioni amministrative che attraverso tutti i candidati». Senza contare, conclude Marcazzan, che «il progetto era stato intrapreso dall’amministrazione precedente (quella guidata dal sindaco della Lega Ellen Cavazza, ndr) che, tra le altre cose, ha iniziato un iter senza mai provvedere a informare e consultare preventivamente, anche in maniera informale, la cittadinanza, le associazioni e le categorie economiche presenti sul territorio di San Giovanni Ilarione». Gli incontri pubblici si svolsero dopo l’approvazione del progetto da parte dei due Consigli comunali. P.D.C.

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