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03.01.2018

Dinosauro cerca casa

Giovanni Todesco, lo scopritore del dinosauro Ciro
Giovanni Todesco, lo scopritore del dinosauro Ciro

Paola Dalli Cani Ciro, ventesimo compleanno in una casa tutta nuova: a questo, cioè al trasloco in un contesto museale più adeguato alla sua celebrità stanno lavorando la Soprintendenza di Caserta e Benevento, il Comune di Benevento (con il sindaco Clemente Mastella) e pure il ministro Dario Franceschini. La notizia a casa di Giovanni Todesco, il paleontologo dilettante di San Giovanni Ilarione che nel 1980 dalla cava-discarica di Pietraroja recuperò la lastra che, senza che se ne rendesse conto, conteneva il primo (baby) dinosauro italiano, lo Scipionyx Samniticus che Todesco ribattezzò Ciro, è arrivata sabato. Ed è arrivata assieme a Cristiano Dal Sasso, il paleontologo milanese che ha studiato Ciro e nel 2011 lo ha raccontato al mondo con una mastodontica monografia: Dal Sasso, relatore ad un convegno su Dinosauri italiani e del mondo, ospitato a Montecchio Maggiore, nel vicentino, ha approfittato dell’occasione per far visita al «papà» di Ciro, ma anche alla famiglia Cerato, al giacimento di Bolca. «AVEVO PERCEPITO il dispiacere di Giovanni nell’aver letto, ancora un anno fa, un articolo che descriveva in maniera piuttosto triste la cornice in cui il fossile è ospitato, a Benevento, e sono stato molto felice di potergli dire che le cose non stanno esattamente così, e che soprattutto che la nuova vita di Ciro è dietro l’angolo», esordisce Dal Sasso. Oggi il celeberrimo fossile che nel 1998 si guadagnò il titolo di scoperta paleontologica del secolo, la copertina di Nature e finì sulla ribalta mondiale perché primo dinosauro italiano (oltre tutto cucciolo), primo teropode italiano e, primato nel primato, fossile con uno stato di conservazione a dir poco eccezionale, è ospitato in una palazzina amministrativa a Benevento. È vero, come conferma Dal Sasso, che non ci sono cartelli che ne segnalano la presenza, e che ci arriva giusto chi sa che c’è, «ma è anche vero che ha tutta una stanza, sebbene piccola, riservata a lui. Una stanzetta al buio, dove l’unica luce a led è centrata sul baby dinosauro e dove scorrono le bellissime immagini del video con cui Leonardo Vito racconta la sua storia», riporta Dal Sasso. Con la nascita della nuova Soprintendenza di Caserta-Benevento (dopo la divisione in due dell’originaria Soprintenza di Benevento, Caserta, Avellino e Salerno) l’aria è a dir poco cambiata: «Me ne sono accorto anche io incontrando il nuovo Soprintendente Salvatore Buonuomo che non ha fatto segreto rispetto al desiderio non solo di individuare un sito più idoneo per Ciro, ma soprattutto di farlo diventare una presenza della quale la città sia consapevole e possa diventare assolutamente orgogliosa», dice Dal Sasso. Lui stesso si è reso conto di come la città non sappia di custodire un reperto dal valore scientifico straordinario e dal valore economico inestimabile. Lo ha scoperto qualche mese fa, in occasione di tre giornate di studio su Ciro che hanno coinvolto un esperto statunitense ed un paleontologo di Hong Kong. IL 26 MARZO saranno vent’ anni dalla rivelazione al mondo della scoperta... «Certo, e tanto la Soprintendenza quanto il sindaco Mastella sembrano molto attenti a riguardo», dice Dal Sasso, facendo riferimento al coinvolgimento in partita anche del ministro alla Cultura Dario Franceschini. Basta solo scartabellare un po’ per verificare agevolmente come se da un lato il ministero abbia riconosciuto come Ciro sia un po’ la Cenerentola in tema di destinazione di finanziamenti, dall’altro si è anche dichiarato pronto ad una ricognizione dei fondi disponibili e alla loro erogazione a fronte di un progetto di promozione ad hoc. Soprintendenza e Comune si sono messi subito al lavoro, e ora sembra addirittura che Ciro sia diventato oggetto di contesa: la Soprintendenza vorrebbe farne la star del nuovo allestimento museale e multimediale nella ex chiesa del convento di San Felice, mentre il sindaco vorrebbe portarselo a Palazzo Paolo V, il salotto di pregio della città. Il confronto è aperto, ma in parallelo sta per accadere anche altro: «In occasione dell’incontro con il Soprintendente Buonomo, ho manifestato la mia disponibilità a collaborare in caso di ricerche su Ciro e mi sono sentito richiedere anche qualche idea per costruire il coinvolgimento della popolazione», dice Dal Sasso. E spiega: «Ho proposto incontri divulgativi con le scuole e la popolazione in senso più ampio, sia con me che con altri esperti, compresi conoscitori del sito di Pietraroja: è importante far capire l’importanza di Ciro ma anche quella del giacimento». Quello che nel 1980 era una cava simile ad una discarica, da una decina di anni a questa parte è un’area paleontologa recintata con annesso centro visite, cartellonistica ad hoc che racconta la storia del giacimento e della scoperta paleontologica del secolo. Lui, Ciro, magari poco visibile in patria, è però richiestissimo, a New York come a Singapore ed è su questo che si potrebbe «giocare» per racimolare risorse: trasformare cioè eventuali tournée estere di Ciro in modalità per finanziare la sua «rimusealizzazione». •

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