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11.01.2018

Campiano, borgo
meraviglioso ma
l'acqua è un incubo

Giovanni Nasoni denunciava il problema dell’acqua già nel 2011L’acqua è di nuovo gialla e piena di terriccio
Giovanni Nasoni denunciava il problema dell’acqua già nel 2011L’acqua è di nuovo gialla e piena di terriccio

Esce acqua sporca dai rubinetti di casa dopo ogni acquazzone e se prima era un problema solo estivo adesso sta diventando la norma a Campiano, piccola frazione montana di Cazzano di Tramigna, con meno di un un centinaio di abitanti.

Gianni Nasoni, residente nella località non sa più a che santo votarsi. L’acquedotto che era comunale è stato ceduto ad Acque Veronesi anche perché trovasse una soluzione a questo problema. «Quando piove l’acqua si sporca ed esce marrone dai rubinetti», protesta Nasoni, che ha in cucina una scorta di bottiglie di acqua minerale, ma che è anche stufo di dover chiamare l’emergenza dopo ogni pioggia. Da Acque Veronesi, per la verità, rispondono anche in maniera sollecita. Vengono in sopralluogo, lasciano un biglietto sulla porta di casa se non trovano nessuno, avvertono quando il problema è risolto, ma sono tutte generose e doverose azioni che però non hanno risolto nulla in maniera definitiva. I primi appelli di Nasoni risalgono ancora al 2010 e su L’Arena un anno dopo denunciava che «l’acqua non è solo imbevibile, ma anche inutilizzabile per qualsiasi altra necessità», mostrando magliette che erano bianche, entrate in lavatrice per il candeggio e uscite colorate di giallo

. «Ma non si rovina solo la biancheria, perfino gli elettrodomestici, perché dopo un paio di lavaggi con quest’acqua ho dovuto smettere e portare la mia biancheria ad essere lavata altrove. La lavatrice stride come avesse al suo interno non dei vestiti ma un carico di sabbia: nel timore di rompere tutto ho smesso di usarla». I filtri che adopera per depurare l’acqua durano tre giorni, poi si intasano e sono da buttare perché non fanno passare più nulla o lasciano l’acqua dello stesso colore, giallo, fangosa e imbevibile. Dal primo gennaio 2008 la gestione dell’acquedotto è stata affidata ad Acque Veronesi con un duplice obiettivo: risolvere la penuria d’acqua che nei mesi estivi era una costante per la frazione e portare finalmente la garanzia che l’acqua sarebbe stata sempre pulita. La penuria è stata risolta, ma sulla qualità dell’acqua erogata c’è ancora evidentemente del lavoro da fare: basta un giorno di pioggia per colorare l’acqua e non basta un giorno di sole per farla ritornare limpida, ma a volte ne servono anche una decina se non intervengono prima i tecnici. Sembrava che il problema fossero le ridotte dimensione del serbatoio e Acque Veronesi è intervenuta per costruire una nuova vasca di raccolta e una nuova condotta di rifornimento per integrare con l’acqua di fondovalle quella scarsa della sorgente di monte. Il nuovo impianto di «rilancio» dell’acqua dalla cabina di manovra di località «Caliari», pompa l’acqua per 4,5 km superando un dislivello di 400 metri fino ai serbatoi di Caltrano e Marsilio, un impegno di spesa che ha comportato un investimento di 400mila euro per Acque Veronesi.

La soluzione è stata utile per l’approvvigionamento ma a quanto pare è servita poco per la qualità dell’acqua fornita, perché dopo ogni pioggia, anche non intensa, la sorpresa, che ormai non è più tale, si ripresenta dai rubinetti di casa. «Paghiamo l’acqua come tutti gli altri utenti, ma qui a Campiano non abbiamo lo stesso servizio e non sappiamo più che cosa fare per essere tutelati nei nostri diritti», denuncia Nasoni, che parla anche a nome di altri residenti, sono famiglie arrivate da poco e anche due ristoranti che devono far fronte all’emergenza con scorte proprie. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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