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04.01.2018

«Ricorderemo quel gioioso saluto È un lutto per tutti»

Barbara Bertasi Sconcerto, stupore, dolore. Il giorno dopo la tragedia, Ferrara di Monte Baldo si è svegliata come se le festività natalizie fossero finite da secoli. I nastri rosso fuoco e le strisce di tulle appese tra usci e finestre sembrano vecchi addobbi fuori tempo. Perché la gente, che gira a testa bassa, insolitamente silenziosa e seria, ha in mente solo quanto è successo martedì. La drammatica fine di una vacanza di Capodanno, in una casa rosa in località Ca' di Sotto 1, dove due ragazzi vicentini di 21 anni, Luca Bortolaso nato a Soave e residente a Lonigo, e Alex Ferrari di Arzignano, sono morti per il monossido di carbonio emanato dalle braci portate in camera in un catino di metallo per scaldarsi. Una morte nel sonno evitata dalle due amiche, una minorenne di Peschiera del Garda e Alessia Ferrari, 20 anni di Monzambano, Mantova, figlia dei proprietari di questa casa rurale dei primi dell'Ottocento. È stata lei, l’altro giorno alle 14, ad accorgersi della tragedia e a chiamare i soccorsi e i vicini: la famiglia Lorenzi che sta al civico 5. ANCHE IERI Doriano Lorenzi, 47 anni, e la moglie Tiziana Zanoni, 43 anni, di Sant'Ambrogio di Valpolicella in vacanza per Natale con i due figli di 14 e 17, anni erano in casa: «Sono sconvolta», dice lei. «Sembra di vivere in un mondo irreale. La morte di due ragazzi così giovani per una simile disattenzione è assurda. Una tale tragedia non era mai capitata prima a Ferrara e speriamo non avvenga mai più. E pensare che Alessia, che conosciamo da quando era bimba ed è amica di nostra figlia, non era mai venuta prima a trascorrere il Capodanno quassù! Erano saliti la sera del 31 dicembre con la spesa, avevano cenato e festeggiato dopo aver salutato noi che siamo qui dal 23 dicembre». IL 1° GENNAIO li hanno visti passare con tute da sci e il bob: «Andavano a Novezza», dice Doriano. «Verso sera sono rientrati e sono sempre rimasti dentro. Che guaio hanno fatto con queste stufe. Del resto in questi giorni c'era molto freddo e credo sia per questo che hanno fatto la terribile imprudenza di portare le braci in camera e chiudere tutto». E lei: «Eppure avevano le stufe elettriche e Alessia lo aveva evidenziato. Infatti lei e l'amica, che le hanno usate nell'altra stanza, si sono salvate». Poi aggiunge: «Mi spiace per i genitori dei ragazzi, per il padre di Alessia, per lei che difficilmente scorderà questa angosciante vacanza di Natale». Ieri la loro figlia le ha inviato un sms chiedendole come stesse. Ha risposto con quattro parole: «Meglio per quanto possibile». E Doriano: «Faticherà a riprendersi anche perché Alex era il suo migliore amico». In paese la gente stenta a lasciarsi andare, per una sorta di innata educazione al rispetto dell'altro e del suo dolore. Laura Cavalieri, 68 anni, di Verona, a Ferrara dalla figlia Ilaria Messina, 38 anni, dice: «Che tragedia: ha spezzato il clima di festa che si respirava qui a Natale. Poveri ragazzi». E ILARIA: «Non abbiamo parole. Un tempo queste cose capitavano più spesso, oggi colpiscono molto perché più rare. Posso solo porgere le mie condoglianze alle famiglie». Aldo Piazzano, 78 anni di Verona, ora residente in via Lorenzi 8: «I giovani sanno usare benissimo le nuove tecnologie ma sono meno pratici. Con le stufe bisogna stare attenti. Io ho anche un camino e finora non mi è mai accaduto nulla». Cesare Castelletti, 65 anni, da dieci residente in via IV Novembre, allarga le braccia: «Quanto è accaduto spiace infinitamente. Un tempo i nostri nonni si scaldavano con lo scaldaletto», ricorda, «ma stavano ben attenti a metterlo fuori dalla finestre quando andavano a letto perché il fuoco brucia l'ossigeno e, se la stanza è chiusa, come in questo caso, lo consuma». «A prescindere da certi dettagli», aggiunge, «quello che veramente brucia, ora, è che due ventenni siamo morti per un’imprudenza. Non li conoscevo. Sono vicino alle loro famiglie e alle ragazze che hanno vissuto questo dramma proprio tra noi». Aldo Macorutti, 62 anni, che sta al Villaggio Alpino, poco sopra località Ca' di Sotto, ieri a Spiazzi, è scosso. «Martedì mia moglie mi ha chiamato perché l'elicottero era atterrato nel parcheggio e c'era anche l'ambulanza. Sembra impossibile che ancora oggi, nel 2018, si verifichino morti provocate da monossido, in questo caso anche dalla inesperienza di 4 ragazzi che, con 4 braci, pensavano di scaldarsi in una fredda stanzetta dove due di loro hanno trovato la morte. Conosco il padre della ragazza che li ospitava, immagino lo strazio di tutti. Dispiace molto pensare che due giovani se ne siano andati per sempre proprio durante queste festività di Natale che ora si sono chiuse in anticipo per tutto il paese». Fuori una nuvola grigia adombra il sole. «Erano state vacanze molto belle, con tanta neve sul Baldo. Ma purtroppo l'anno è iniziato male», dice Isabella Bertoletti del minimarket La Bottega del Paese. •

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