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28.03.2015

Morosin: «Via da questa Italia e un Veneto libero in Europa»

Alessio Morosin
Alessio Morosin

Il Veneto diventi nazione libera, indipendente dall'Italia, ma rimanendo all'interno dell'Unione Europea, con un Pil pro capite di 30 mila euro a cittadino, pari al nono Pil tra i Paesi europei, poco inferiore a quello della Baviera, di 33 mila euro a testa. Per raggiungere l'obiettivo si dovrà scrivere una nuova legge referendaria che consenta ai Veneti di andare alle urne per rispondere a un quesito: «Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?». Secondo l'ultimo sondaggio di Diamanti, oggi il 58 per cento gli elettori veneti risponderebbe sì a questa domanda.
Il programma per le elezioni regionali della lista «Indipendenza Veneta» ha un solo punto: l'indipendenza dall'Italia. A presentarlo è intervenuto in sala consiliare a Caldiero, il candidato presidente del Veneto della lista, l'avvocato Alessio Morosin, leader del movimento indipendentista nato tre anni fa. «Ma per noi non si tratta del Consiglio regionale, bensì del Parlamento Veneto costituente», ha annunciato Morosin davanti ad un centinaio di sostenitori: «Non dobbiamo chiedere nulla a Roma. Noi non vogliamo l'autonomia, ma l'indipendenza e dobbiamo prendercela».
Servirà indire il referendum. Una legge era già stata votata dal Consiglio regionale uscente, presieduto da Clodovaldo Ruffato, «ma sono certo che verrà bocciata dalla Corte Costituzionale», ha avvertito Morosin, coestensore del testo: «Ma ne scriveremo un'altra».
«Dicono che l'Italia ci manderà i carrarmati se ci staccheremo», ha proseguito Morosin, «ma l'Europa non lo permetterà. Una volta Stato libero e indipendente, entreremo anche in Europa, come farà la Catalogna, perchè anche se lo Stato dal quale ci staccheremo, l'Italia o la Spagna per la Catalogna, voteranno contro, è pronta all'interno della Commissione Europea la formula per essere già parte dell'Ue. Non un nuovo ingresso, ma un semplice allargamento».
Partiti e alleanze. Morosin ha chiarito: «Basta con la Lega: ha provato per oltre vent'anni la via dell'autonomia senza riuscirci. Noi cambiamo: non vogliamo l'autonomia ma l'indipendenza», ha chiarito. «Può essere che ci alleeremo con Zaia o con la Moretti, ma ci serviranno solo per raggiungere lo scopo. Vogliamo il controllo del Consiglio Veneto per avere la legge referendaria».
«Una cosa questa che fa paura da matti a Roma», ha fatto notare Morosin, «perchè noi percorriamo la strada della legalità, mentre questo Paese è uno Stato baro, con un Parlamento illegittimo, eletto con una legge elettorale giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale. Senza contare - ha proseguito - che all'interno della Corte Costituzionale era seduto anche Sergio Mattarella, poi eletto Presidente della Repubblica dal Parlamento giudicato da egli stesso illegittimo. Mi sento in mezzo all'immondizia».
A sostegno di Morosin anche Lucio Chiaverato, già leader dei forconi, oggi a capo del movimento «Chiavegato per l'indipendenza». «Abbiamo le capacità per diventare una nazione indipendente», ha detto. «Basta fare la locomotiva d'Italia. Il Veneto l'ha già fatto per tanti anni. È l'ora di diventare uno Stato libero, per aumentare la qualità della vita delle persone che vi risiedono».
«Quando mi hanno messo in galera», ha ricordato Chiavegato in dialetto, «gli agenti di polizia penitenziaria calabresi e della Basilicata, mi chiedevano di non fermarmi, perchè anche loro vogliono risiedere in un Veneto indipendente. Per restare qui faremo come in Svizzera. Gli immigrati che verranno dovranno avere residenza, lavoro e fedina penale pulita. Senza uno dei requisiti li accompagneremo dal confine, ad Occhiobello». Z.M.

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