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12.12.2017

L’assessore Martinato resta contraria all’unione «È soltanto un ripiego»

Melania Martinato
Melania Martinato

La maggioranza appena eletta, guidata dal sindaco Marcello Lovato, si presenta al voto del referendum consultivo spaccata. Infatti, se alcuni consiglieri e assessori come Franchi, Lavagnoli e Dal Sasso si sono detti favorevoli, di contraltare l’assessore Melania Martinato prende una posizione netta rispetto alla fusione tra Caldiero e Belfiore, confermando la propria contrarietà all’operazione. «Pur rispettando la neutralità dell’amministrazione comunale», evidenzia Martinato, con deleghe a Cultura, turismo, politiche giovanili e sicurezza, «mi sento in dovere di dichiarare e chiarire pubblicamente la mia posizione di netta contrarietà al progetto di fusione tra Caldiero e Belfiore, anche alla luce delle accuse che alcuni esponenti della sezione della Lega Nord di Caldiero, hanno rivolto alla sottoscritta, attraverso false dichiarazioni e congetture». «Il fatto di aver rigettato come maggioranza la mozione presentata dal gruppo di minoranza Cittadini per Caldiero, la quale prevedeva la richiesta di sospendere l’iter di fusione», sostiene l’assessore Martinato, «non significa essere diventata “fervente sostenitrice del sì alla fusione”, come invece sostengono i militanti leghisti locali nei loro manifesti pubblici denigratori della mia persona». «Non era possibile riconoscere la validità di tale proposta, in quanto anche il vice presidente della Regione Veneto, Gianluca Forcolin, ha dichiarato l’obbligatorietà ai sensi di legge di indire il referendum», puntualizza l’assessore, «e quindi l’impossibilità di fermare il processo ormai convalidato in Consiglio regionale, con giudizio di meritevolezza». «Le ragioni della mia contrarietà iniziano dal fatto», dice sempre Martinato, «che trovo questo iter di fusione un ripiego al precedente progetto di fusione a quattro Comuni che, contrariamente a questo, reputo un progetto più che valido». «Non è giustificabile una fusione perpetua a fronte di contributi per un periodo di tempo limitato a dieci anni», sottolinea Martinato. «La riorganizzazione iniziale sarà complessa e non è un’operazione a costo zero, in termini gestionali e a livello di contributi non vi è certezza completa che vengano davvero erogati». «Concludo dicendo che in questo caso non si tratta del Comitato del no alla fusione, ma è un attacco personale, ad opera di uno specifico gruppo politico, cioè la Lega Nord di Caldiero, perpetrato nei confronti della sottoscritta», manda a dire al Carroccio termale Martinato. «Tuttavia, non nego di aver partecipato agli incontri del Comitato no fusione, che però al momento rimane completamente assente dalla campagna referendaria che si è svolta a Caldiero, in vista della consultazione di domenica prossima», conclude l’assessore Martinato. Z.M.

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