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01.10.2017

Franato l’antico muro
di via Ponterotto
Interdetto il transito

Dopo le ultime piogge, l'antico muro che costeggia per buona parte via Ponterotto, la strada che sale dal centro storico, attraversa per tutta la sua lunghezza e scollina il Monte Rocca, è franato. Un cedimento strutturale per una ventina di metri, 19 metri per la precisione, che hanno costretto l'amministrazione comunale a chiudere al transito la strada, già di per se stretta.

Il tratto dove è caduta la muratura è stato transennato. L'accesso è consentito ai soli residenti, ma passare è alquanto pericoloso. Il consigliere di minoranza, Fabio Sgreva, raccomanda di aggiungere nell'ordinanza di chiusura, anche i frontisti, che altrimenti rimarrebbero esclusi dal poter passare «e un transennamento migliore, che qualcuno non cada di sotto».

«Stiamo cercando le risorse per sistemare la strada», annuncia il sindaco, Marcello Lovato, «ma stiamo anche verificando se ci sono delle responsabilità». Sidaco e vicesindaco, Francesco Fasoli, in assenza di personale in servizio, sono andati prontamente di persona a chiudere la strada, mettendo le transenne, in modo che qualcuno non finisse giù per la scarpata del colle, che ora si apre senza il riparo del muro, nel cuore della notte. «Purtroppo nel muro, non era previsto un sistema di drenaggio dell'acqua che, dal colle, andava a finire contro proprio questa struttura», descrive Lovato. «Stiamo cercando la soluzione tecnica migliore per riparare la frana e poter riaprire al transito via Ponterotto». La muratura è stata costruita e ricostruita in epoche diverse, infatti non è omogenea e c'è stato un concorso di più interventi nella sua erezione: la prima parte è quella più antica. «È venuto a mancare il sostegno della muratura stessa», osserva il consigliere di minoranza, Giampaolo Maschi, che è peraltro un tecnico, «manca il terrapieno che un tempo invece c'era e che serviva proprio a reggerlo». «Quindi vanno accertate le responsabilità eventuali anche dei privati», sollecita l'amministrazione Maschi, «e forse è anche il caso di avvertire gli enti competenti, data la storicità del muro». «Abbiamo anche noi lo stesso sospetto di Maschi», conclude Lovato, «ma stiamo appurando eventuali responsabilità di terzi. Certamente più cause hanno concorso al suo crollo». Z.M.

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