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17.02.2018

Consiglio sugli immigrati: «Vogliamo maggiore tutela»

La capogruppo di «Cittadini per Caldiero» Carmen Tomba
La capogruppo di «Cittadini per Caldiero» Carmen Tomba

La minoranza «Cittadini per Caldiero» ha chiesto al sindaco la convocazione d’urgenza del Consiglio comunale sui richiedenti asilo giunti in un Cas a Caldiero, in quartiere Sant’Antonio. Si tratta di due famiglie affidate dalla prefettura alla cooperativa Virtus di Verona. I consiglieri di opposizione presenteranno, e sottoporranno ai consiglieri di maggioranza, misure da adottare per contrastare la possibile attivazione di qualsiasi iniziativa, anche privata, per realizzare centri d’accoglienza di immigrati non regolari o richiedenti asilo nel territorio comunale. «Pensiamo che la manifestazione contro la speculazione economica sui clandestini a danno delle comunità, organizzata dal comitato Verona ai Veronesi», precisa la capogruppo di Cittadini per Caldiero, Carmen Tomba, «non possa e non debba essere considerata l’unica misura efficace rispetto alla presenza di immigrati non regolari o richiedenti asilo sul territorio comunale». «Su temi così delicati ed importanti, altre debbono essere le risposte che ci si aspetta dagli amministratori», prosegue Tomba, «è arrivato il momento che il Comune adotti e, necessariamente attivi, idonee misure a tutela della sicurezza della comunità, del territorio e realtà economico - produttiva. Ciò in linea con quanto abbiamo proposto anche in campagna elettorale, quando abbiamo sempre espresso in maniera chiara e diretta il nostro no all’accoglienza indiscriminata, no a qualsiasi progetto del Comune che comporti forme di accoglienza di clandestini a Caldiero (Sprar), in quanto i cittadini, il territorio e le realtà produttive ed economiche presenti, tra cui anche l’Azienda speciale Terme di Giunone, vanno tutelate e preservate». «Ad oggi, non sembrano prospettarsi soluzioni tali da assicurare una gestione sostenibile della situazione», osserva la capogruppo, «mentre si registra un aumento del disagio e del livello di allarme sul territorio e un aumento delle discriminazioni sociali in quanto l’emergenza immigrati sta sovvertendo le priorità delle politiche di governo, penalizzando gli italiani che sostengono, con il loro lavoro e le tasse, istituzioni e servizi pubblici. Perciò non è proponibile alcuna forma di adesione a progetti quali quelli oggi proposti. Il Comune dovrebbe farsi carico della gestione di un’emergenza che non può avere soluzioni locali, se non a danno dell’ordinata e pacifica convivenza civile della nostra comunità e delle sue delle realtà produttive ed economiche». •

Z.M.
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