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16.05.2015

Zenti: «Ho fermato la lettera
Ma non ho imposto nessuno»

Il vescovo Zenti a un pranzo di Natale per i poveri all'istituto Seghetti
Il vescovo Zenti a un pranzo di Natale per i poveri all'istituto Seghetti

Perché quei due documenti, inviati e poi stoppati, a sostegno della candidatura alle regionali, per la lista Zaia, di Monica Lavarini? «Io sono davvero preoccupato per il sociale debole, cioè i poveri, e per le scuole paritarie cattoliche. Ebbene, Monica Lavarini mi ha presentato una proposta programmatica su questi temi e l'ho segnalata. Avrei agito così per altri se l'avessero fatto, come ho scritto nella lettera ai docenti. Stoppata, poi, per evitare delle polemiche inutili». Così ci ha dichiarato il vescovo Giuseppe Zenti, 68 anni, nella serata di ieri, dopo aver appreso di polemiche furibonde nel mondo politico e cattolico.

Monsignor Zenti, perché ha scritto quei documenti?
Perché sono tormentato dai bisogni delle famiglie povere e delle scuole paritarie, troppo spesso trascurate, e per le giovani generazioni.

Che cosa chiedeva con quegli scritti?
Che persone candidate alle elezioni regionali e impegnate in politica si mettessero a disposizione su quei temi e si facessero avanti.

Ma ha trovato la disponibilità solo di Monica Lavarini?
Lei ha presentato proposte su questi argomenti e per questo l'ho segnalata. Mi avevano scritto una lettera anche i consiglieri comunali del Pd, fra cui Salemi e Ugoli, ma li ho poi cercati senza riuscire a trovarli. Avrei avuto piacere di parlare con loro. Destra, sinistra, Tosi: io parlo con tutti.

Da quanto tempo conosce Monica Lavarini?
Da vent'anni, da quando ero parroco in Borgo Milano.

Ha destato qualche critica il fatto che la Lavarini abbia presentato la sua candidatura in conferenza stampa insieme alla presidente dell'Unitalsi e a un membro dell'ufficio scolastico diocesano. Lei che ne pensa?
Sono volontari che operano in settori, come l'assistenza ai malati nei pellegrinaggi e la scuola cattolica, di nostra competenza. Ricordo che io, vescovo, e non altri, sono responsabile delle scuole cattoliche Fism. Io, vescovo, sono presidente della Caritas. Io, e non altri, sono responsabile dell'Unitalsi. Sono tutte realtà che io voglio difendere. E comunque, io non ho imposto alcun candidato.

La Lavarini è della Lega. Lei come valuta le idee leghiste?
La Lega di Salvini ha posizioni assurde, direi diaboliche. Anche la Lavarini le rifiuta e per questo, per maggiore libertà, si è candidata nella lista Zaia.

Lei, monsignor Zenti, ha ricevuto pressioni per recedere dalla sua iniziativa?
No. Anche se qualcuno ci ha messo lo zampino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Giardini
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