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15.03.2019

Via Almirante,
sì con scontro
in Consiglio

Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento sociale italiano
Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento sociale italiano

Le tensioni in Consiglio erano prevedibili. Anche quelle calate dall'alto per mano di un cittadino indignato, con un lancio di volantini di contestazione sulle teste dei consiglieri di maggioranza. La mozione per impegnare sindaco e giunta a intitolare una via o una piazza a Giorgio Almirante, presentata dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Ciro Maschio, alla fine è passata, con i 21 voti favorevoli di tutta la maggioranza presente. Il primo cittadino aveva abbandonato la seduta da tempo.

 

A esprimersi invece con un categorico e preoccupato no sono stati i consiglieri di opposizione, primo fra tutti Michele Bertucco di Sinistra e Verona in Comune, più volte ripreso per i suoi insistenti tentativi di zittire prima Andrea Bacciga di Battiti e poi lo stesso Maschio. Contrari anche Stefano Vallani ed Elisa La Paglia del Pd e i 5 Stelle Marta Vanzetto e Alessandro Gennari. Tommaso Ferrari di Verona Civica, già schieratosi per il no, ha abbandonato l'aula.

 

«Non voglio essere rispettoso di Almirante. Non voglio essere rispettoso di chi ha fatto fucilare alla schiena gli italiani», ha ripetuto il capogruppo di Sinistra in Comune, invitando il vicepresidente del consiglio, Paolo Rossi, a farlo portare fuori dagli agenti di sorveglianza, come avvenuto poco prima con chi, dall'alto, aveva gridato a Maschio di non nominare il nome di Berlinguer, ricordato per la partecipazione di Almirante al suo funerale.

 

Poi il lancio dei volantini: «Ecco il nome della via: Giorgio Almirante fascista, razzista, fucilatore di partigiani». Se dall'opposizione sono state a più riprese ricordate le medaglie d'oro di Verona per la Resistenza per sottolineare quanto sia inopportuno intitolare una via a chi fu segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista «La difesa della razza», Bacciga (noto per il braccio teso, alzato verso un gruppo di attiviste) ha elencato nomi simbolici per la sinistra italiana, come Scalfaro, Bocca, Biagi o Taviani, che avevano aderito al fascismo. «Almirante è stato un leader carismatico e un uomo onesto, dotato di una grande “ars oratoria”», ha detto. «Il rettore, in questi giorni, ha rilevato con preoccupazione la comparsa, al polo Zanotto, di messaggi di antisemitismo», è intervenuta La Paglia. Furiosa, Daniela Drudi di Battiti ha dichiarato che il fascismo è finito nel 1945 mentre «è tempo di chiedere scusa per i crimini perpetrati da comunisti e partigiani rossi». •

Chiara Bazzanella
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