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05.02.2019

Uno studente su due ammette: «A scuola vedo girare droga»

Nella foto d’archivio, operazione antidroga della Polizia con i cani in una scuola
Nella foto d’archivio, operazione antidroga della Polizia con i cani in una scuola

Non solo libri e quaderni, fra i banchi di Verona. Uno studente su due ammette di aver visto girare droga nella propria scuola e dalla conta non sono esclusi i plessi in capo agli istituti comprensivi, frequentati dai ragazzini delle medie. Va avanti la repressione dello spaccio da parte della Polizia nell'ambito del progetto «Scuole sicure», di contro emergono dati allarmanti da un questionario anonimo sottoposto a 1.647 adolescenti dai 13 ai 19 anni nel corso dell'anno scolastico 2017-18. Il Punto d'ascolto sul disagio scolastico dell'Usp, di cui è responsabile la psicologa Giuliana Guadagnini, ha elaborato l'indagine in collaborazione con l'unità Dipendenze della Ulss 9. DEI RISULTATI si parla stamattina, durante un focus sulla sicurezza ospitato nella succursale del liceo Montanari a Palazzo Ridolfi, in stradone Maffei. L'occasione è il “Safer Internet Day“, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete che coinvolge scuole di tutta Italia e di altri cento Paesi. Sull'uso di sostanze, preoccupa «l'età bassissima dei consumatori. Si prova per la prima volta a 13 anni», spiega Guadagnini, che annuncia la replica della stessa indagine quest'anno. «Non per dare risalto ai problemi, semmai per rendersene conto e attivare gli interventi più adatti». Se il 18 per cento degli intervistati ammette di adoperare stupefacenti, un altro 37 per cento dichiara invece di avere amici che fanno uso di sostanze. DAGLI SPINELLI alle nuove sostanze psicoattive, non manca nulla alla lista delle droghe utilizzate dai giovani e giovanissimi. In cima c'è una «evergreen», la cannabis, seguita a ruota da ecstasy, cocaina, funghi allucinogeni, ketamina, codeina ed eroina, a volte combinate fra loro. L'alcol è un passatempo per il 5 per cento dei ragazzi, anche se spesso viene mischiato con altri narcotici. Si consuma soprattutto al parco, in stazione e a casa, più di uno studente su dieci lo fa pure a scuola. La frequenza? Variabile, ma la forbice è stretta: tre su dieci si sballano una volta alla settimana, quasi altrettanti lo fanno quotidianamente, quattro su dieci se c'è l'occasione. Un dato fa riflettere: l'84 per cento pensa di poter smettere quando vuole. L'indagine ha coinvolto una target composto per il 45 per cento da tredicenni e quattordicenni, l'età in cui si comincia con lo sballo. Tre su dieci, fra quelli che hanno ammesso di aver sperimentato la droga, l'hanno fatto per la prima volta fra i 14 e i 15 anni, spinti dalla curiosità. Nessuna ribellione, dunque, la motivazione principale è la noia, anche se non manca chi dice di averlo fatto per scelta (21,2 per cento), per condizionamento (7,1), in seguito a una crisi (6,6) o per ansia (5). Sentirsi più trendy, invece, è una scusa per uno studente su cento. Complessivamente, il 58 per cento di chi usa sostanze ha fra i 15 e i 17 anni, il 30 per cento è maggiorenne, l'11 per cento è nella fascia d'età 13-14. PARLANO chiaro i dati ufficiali sulle attività di prevenzione nelle scuole, pubblicati dal ministero dell'Istruzione. In Italia meno della metà degli istituti, più precisamente il 43 per cento, ha organizzato attività specifiche. La curva è in calo rispetto a dieci anni fa, quando erano sei su dieci. Che aumentarle sia un'esigenza per gli studenti stessi, è scritto nero su bianco sulle proiezioni veronesi: 1.394 studenti, pari all'83 per cento del totale, ritengono che sui banchi si debba affrontare di più il tema della droga. La quota supera di tre punti percentuali quella di chi ha dichiarato di non farne uso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Laura Perina
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