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19.05.2017

Un aiuto ai malati di Sla grazie alla CronoRun

Partecipando alla CronoRun, gli atleti contribuiscono alla raccolta fondi del charity program: per ogni iscritto l’associazione Straverona destinerà quattro euro al Centro servizi per il volontariato (Csv) e Unione italiana lesionati midollari (Uildm) che li destinerà al Progetto Uidca, l’Unità d’intervento domiciliare per la continuità assistenziale per le persone con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) con sostegno ai malati a domicilio.

Spiega Chiara Tommasini, presidente del Csv Verona: «Sono sempre di più le persone che richiedono questo tipo di supporto. Da quattro anni siamo vicini a Straverona: il nostro compito è individuare l’ente di destinazione dei fondi e di supervisionare il loro corretto impiego». I partecipanti, a testimonianza della buona azione, potranno scaricare un attestato di ringraziamento personalizzato con il loro nome.

Negli anni sono aumentate le richieste di persone colpite da Sla. Uildm Verona onlus con i propri volontari e Fondazione Speranza onlus con i propri professionisti sanitari si sono attivate per fornire un sostegno ed una vicinanza ai malati ed alle loro famiglie. Sono 241 i pazienti Sla presi in carico dal Centro di riabilitazione, con un forte aumento del numero di pazienti seguiti negli ultimi cinque anni: da 41 pazienti seguiti nell’anno 2011 a 70 nel 2016 (+ 65%). Per fornire risposte sempre più appropriate ai pazienti e alle loro famiglie, il Centro ha dato vita, in collaborazione con l’Unita operativa di Neurologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar al progetto Uidca per la Sla.

La costituzione di questa Unità composta da personale sanitario con un elemento a carattere sociale assicura un’azione di supporto nelle situazioni di complessità assistenziale con interventi di sostegno clinico e di cura. Inoltre, attraverso il progetto, si vuol garantire una permanenza sicura e dignitosa nella propria casa del paziente, per ridurre gli accessi alle strutture sanitarie e socio–assistenziali da parte dei malati. Il progetto ha avuto il patrocinio del Centro Nemo (Neuro Muscular Omnicentre) Centro Clinico ad alta specializzazione di Milano.

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