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13.02.2018

«Trovati 6 milioni? Utili solo per pagare stipendi»

«Altro che risorse trovate “nelle pieghe del bilancio”, i sei milioni sbandierati dall’assessore Toffali, in piccola parte destinati ad aumentare le spese per la cultura ma che per la maggior parte andranno ad ingrassare le spese correnti della burocrazia comunale, non sono frutto di risparmi, ma proventi dei permessi di costruire che il Comune ha messo in bilancio per un cifra di 7 milioni». A sollevare la questione è Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune, che la definisce «pratica pericolosa». E spiega: «Usare le entrate in conto capitale per finanziare le spese correnti della burocrazia pubblica fa rivoltare nella tomba i padri della nostra Repubblica che non a caso l’avevano assolutamente vietata». A tale riguardo Bertucco dice di aver «già chiesto una verifica puntuale di come i 6 milioni degli oneri di urbanizzazione verranno impiegati». E aggiunge: «Non si alzano le tasse ma si vende il territorio, come se una famiglia vendesse pezzi della sua casa per pagare il mutuo». Con Bertucco ci sono anche i consiglieri di circoscrizione Cristina Stevanoni, Marco De Pasquale, Jack Salbego e Giorgio Righetti che hanno lamentato la scarsità di risorse per le manutenzioni stradali, lo sport e la cultura. «Per calare i freddi numeri nella realtà», continua Bertucco, «significa che i sacrifici imposti agli abitanti di Verona Sud, Borgo Venezia, San Michele, Parona e di altri quartieri che hanno subito nuove e inutili urbanizzazioni a carattere commerciale o residenziale andranno a coprire le spese dello stipendio del sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali, dei dirigenti e di tutta la macchina comunale». L’«unica nota positiva nelle spese in conto capitale», afferma Bertucco, «è rappresentata dalla previsione di 27 milioni di euro nel triennio per il recupero e la riqualificazione del complesso dell’Arsenale». Le conclusioni dell’esponente dell’opposizione sono però amare: «In campagna elettorale si possono fare tante promesse, più difficile amministrare avendo a che fare con la realtà di un bilancio da presentare. Un primo segnale», evidenzia, «è arrivato dalle circoscrizioni; sette su otto (nella III è mancato il numero legale) hanno bocciato il primo bilancio di previsione dell’era Sboarina». E conclude: «Per l’assessora Toffali si tratta di un voto politico, strano, visto che il nuovo movimento di Tosi è schierato per la “carega” con il centro destra».

E.S.
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