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giovedì, 14 dicembre 2017

Tommasoli, in Assise
due condanne
a 6 anni e 8 mesi

Fiori sul luogo dell'aggressione

La Corte d’Assise d’Appello di Venezia ha condannato a 6 anni e 8 mesi Andrea Vesentini e Guglielmo Corsi, due dei cinque giovani veronesi accusati dell’omicidio preterintenzionale di Nicola Tommasoli, il grafico che la sera tra il 30 aprile e primo maggio 2008 venne aggredito e picchiato durante una banale discussione e morì dopo alcuni giorni di agonia. Per questa vicenda altri tre giovani sono stati condannati in via definitiva.

 

La Corte di Cassazione aveva rinviato il processo ai giudici veneziani chiedendo l’assoluzione dopo la condanna emessa nel secondo appello, nel quale Vesentini e Corsi erano stati condannati rispettivamente a 6 anni e 8 mesi di carcere e a 7 anni e 10 mesi. Oggi, dopo 9 ore di camera di consiglio, la Corte presieduta da Gioacchino Termini ha emesso la sentenza che capovolge completamente le richieste dello stesso Pg. «È una sentenza choc - ha detto l’avvocato Stefano Grolla, difensore di Corsi - perchè i giudici hanno affermato di seguire l’orientamento della Cassazione, pronunciando però una sentenza di condanna. È paradossale». «Siamo sconvolti - ha aggiunto - e come noi lo sono i nostri assistiti e i loro famigliari che dopo quasi dieci anni non vedono ancora la parola fine a questa vicenda giudiziaria».

 

I giudici della Suprema Corte avevano rimandato gli atti alla Corte d’Appello affinchè venisse riesaminato il concorso nell’omicidio di Nicola Tommasoli. La richiesta di assoluzione del Procuratore generale, una settimana fa, era stata accolta con rammarico e dolore dai familiari della vittima. «Leggeremo le motivazioni - ha spiegato l’avv. Grolla - ma se i giudici hanno detto di seguire le indicazioni della Cassazione e poi invece hanno emesso una sentenza di condanna c’è un evidente vizio logico-giuridico:» «Faremo sicuramente ricorso in Cassazione - ha concluso - e sono curioso di vedere se lo farà anche la Procura generale cosa succederà. Davanti a due richieste di assoluzione credo che l’unico epilogo logico sarà che la Suprema Corte cassi questa sentenza senza rinvio».