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10.01.2019

Sul decreto sicurezza c’è il via libera dei sindaci

Controlli interforze a Veronetta per verificare la regolarità di immigrati extracomunitari e dei loro  negozi etniciL’assessore alla sicurezza Daniele Polato, secondo da destra, all’incontro di Padova con i sindaci veneti
Controlli interforze a Veronetta per verificare la regolarità di immigrati extracomunitari e dei loro negozi etniciL’assessore alla sicurezza Daniele Polato, secondo da destra, all’incontro di Padova con i sindaci veneti

Decreto sicurezza e immigrazione: mentre a Verona si accende lo scontro (altro articolo) tra pro o contro il provvedimento targato Matteo Salvini, ministro dell’Interno, i Comuni capoluogo veneti - riunitisi a Padova- hanno dichiarano di applicarlo, dicendosi favorevoli. A eccezione di quello di Padova, guidato dal centrosinistra, mentre gli altri sono di centrodestra. Come Verona, che ha partecipato con l’assessore alla sicurezza, Daniele Polato. Il quale oggi sarà a Roma, con il sindaco Federico Sboarina, a una riunione del direttivo dell’Anci nazionale convocato proprio sul tema. A livello nazionale ora sono più di 450 sindaci di diversi schieramenti ad aver aderito alla lettera a sostegno della legge Salvini su sicurezza e immigrazione. Lo sostengono fonti della Lega, secondo le quali tra questi ci sono i primi cittadini di Genova, L’Aquila, Trieste e Venezia, Alessandria, Andria, Arezzo, Ascoli Piceno, Chieti, Como, Frosinone, Grosseto, La Spezia, Massa, Monza, Novara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Savona, Siena, Terni, Treviso, Urbino, Verona, Vicenza, Viterbo, Udine. L’iniziativa, dicono ancora le fonti, è stata coordinata da un gruppo di sindaci iscritti all’Anci. Al decreto si sono opposti, invece, una novantina di sindaci, con apripista quello di Palermo Leoluca Orlando, centrosinistra, e ora anche regioni guidate dal centrosinistra, che si appelleranno alla Corte costituzionale contro il decreto. «Positivo l’incontro con i sindaci veneti», spiega Polato, rientrando da Padova. «Tutti hanno naturalmente comunicato che applicheranno la legge, così come si conviene a ogni amministratore pubblico. Molto bene la conferma politica della condivisione sul decreto Salvini da parte di Verona, Vicenza, Rovigo, Venezia e Treviso», aggiunge, sottolineando gli aspetti fondamentali. «È un decreto che finalmente fornisce norme e risorse per garantire la sicurezza delle nostre città, nell’interesse dei cittadini», aggiunge Polato. «Come amministrazione veronese appoggiamo in pieno i contenuti di questo provvedimento che, per la prima volta, dà ai sindaci gli strumenti per intervenire operativamente sul territorio», puntualizza, citando poi l’articolo 13, in base al quale il permesso di soggiorno di cittadini non italiani non garantisce di per sé l’iscrizione anagrafica. Da qui è nata la “obiezione” di sindaci, con Orlando in testa. «Non è vero che chi non è iscritto all’anagrafe non possa usufruire del servizio sanitario nazionale e che ci saranno più immigrati in giro per le strade», precisa Polato, «mentre è vero che ci sono maggiori dotazioni per le forze dell’ordine e che finalmente le cooperative che gestiscono i Centro di accoglienza straordinaria, i Cas, dovranno pubblicare trimestralmente i dati e i servizi che erogano. Ci dispiace constatare che, con il fondo sicurezza», riferisce ancora Polato, «sono state destinate cifre importanti solo alle città metropolitane, proprio quelle amministrate dai sindaci che si stanno scagliando contro il decreto, ma che non hanno ancora detto di voler rinunciare alle risorse messe a disposizione dal governo». Verona dunque, conclude Polato, attende «il direttivo nazionale per capire quale sarà la posizione presa dalla maggioranza dei sindaci italiani». •

E.G.
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