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16.09.2018

Stop alle grandi opere? Verona contro Toninelli

Treno ad alta velocità sulla tratta da Brescia a Milano. Per la Brescia-Verona sono pronti i cantieri
Treno ad alta velocità sulla tratta da Brescia a Milano. Per la Brescia-Verona sono pronti i cantieri

Stop, o comunque ancora ulteriori verifiche sul rapporto costi/benefici, a grandi opere come la Tav Alta velocità ferroviaria, come (L’Arena di ieri) ha detto in un’intervista il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, del 5 Stelle? Il quale ha dichiarato pure che «se va contro gli interessi collettivi siamo pronti a bloccarla?». E - come tra l’altro ha detto Toninelli - invece del nuovo grande depuratore del lago di Garda già finanziato con cento milioni, costruire una rete di microdepuratori? Sul fronte politico-amministrativo veronese scoppia una mezza rivolta contro Toninelli. LA FRATTURA. Ancora una volta, sulle grandi opere, si evidenzia un’evidente differenza tra la linea del Movimento 5 Stelle e quella della Lega, partiti insieme nel Governo Conte. A Verona, qualche mese fa, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, segretario federale della Lega, a fronte delle prime dichiarazioni di Toninelli sul Tav - tra cui la Brescia-Verona ma anche in generale - disse che l’opera va costruita senza se e senza ma. IL MINISTRO FONTANA. Ora il veronese Lorenzo Fontana, ministro alla Famiglia e alle Disabilità, vicesegretario della Lega, interpellato da L’Arena ribadisce la linea di Salvini. «Riteniamo che la Tav Brescia-Verona sia un’opera necessaria», dice Fontana. «Le grandi opere, se ben realizzate, sono un valore aggiunto per il Paese», aggiunge il ministro scaligero. «Noi diciamo: con le dovute cautele anti-sprechi, si vada avanti in tempi rapidi». Per quanto riguarda il collettore del lago di Garda, prosegue Fontana, «crediamo che sia giusto partire dalle esigenze dei territori che, da quanto ci risulta, si sono espressi in larga parte a favore della realizzazione dell’opera, considerandola un’esigenza importante. Se ci fosse necessità di un confronto», conclude, «sono pronto a promuoverlo in tempi brevi e a farmi interprete presso il Governo della volontà degli enti locali». L’IRA DI BENDINELLI. Pur essendo all’opposizione del Governo Conte Lega-M5S, conferma la linea di Fontana per quanto riguarda la forte richiesta del grande collettore, già finanziato, il deputato di Forza Italia, nonché sindaco di Garda, Davide Bendinelli. Il quale, quando ieri mattina ha letto su L’Arena le dichiarazioni di Toninelli, è sobbalzato. «Il ministro Toninelli è pericoloso e vuole stravolgere il progetto di rifacimento del collettore del lago di Garda, già finanziato dal Governo con cento milioni, già appaltato e condiviso all’unanimità dal Governo, da tre Regioni cioè Veneto, Lombardia e Trentino, da tre Province cioè quelle di Verona, Brescia e Trento, da tutti i sindaci del territorio gardesano e anche da associazioni ambientaliste», dice. «L’anno prossimo partiranno i lavori. Poi un giorno si sveglia un ministro», prosegue Bendinelli, «che non sa di cosa parla perché il collettore è un’opera che non dipende dal ministro delle infrastrutture, ma da quello dell’ambiente, e quindi inizia a straparlare, supportato dai suoi fedeli grillini». Bendinelli dunque spiega che «infestare di microdepuratori sarebbe folle. Non avendo altra scelta, essi depurerebbero le acque nere, cioè la fognatura, la rimetterebbero depurata nel lago per poi ripescarla e depurarla ulteriormente come acqua potabile, cioè da bere, visto che molti Comuni bevono l’acqua del lago stesso. Insomma, dal produttore al consumatore...». IL PD ATTACCA. In casa del Pd si va ad alzo zero. «In tre mesi Toninelli ha bloccato tutto quello che avevamo ottenuto dopo anni di impegno», dice il senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo. «È la terza sciagura che questo Governo Conte procura a Verona: dopo il blocco Tav Brescia-Verona e la cancellazione dei 18 milioni di contributo statale per Veronetta, entrambi decisi dal Governo Renzi. Impedire il nuovo impianto fognario del Garda - anch’esso finanziato dal Governo Renzi - è quasi il funerale del turismo, perché se succede qualcosa il danno sarà irreparabile per anni. Il punto però è: io non separo le azioni del Governo in base a chi agisce. Io penso che la Lega condivida quanto sta accadendo. Il silenzio leghista», conclude D’Arienzo, «il che mi induce a credere che anche loro non condividano più quei tre progetti che il Governo ha bloccato». •

Enrico Giardini
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