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26.07.2011

Scommesse, deferito l'Hellas
e il Chievo per Stefano Bettarini

Stefano Bettarini al termine dell'interrogatoriopresso gli uffici della Procura della Figc, il 07 luglio scorso a Roma
Stefano Bettarini al termine dell'interrogatoriopresso gli uffici della Procura della Figc, il 07 luglio scorso a Roma

Roma. Diciotto club (tra cui due di serie A, Atalanta e Chievo; tre di serie B, Ascoli, Hellas Verona e Sassuolo; undici di Lega Pro, Alessandria, Cremonese, Benevento, Ravenna, Virtus Entella, Piacenza, Esperia Viareggio, Portogruaro, Taranto, Spezia e Reggiana; due della Lega Dilettanti, Cus Chieti e Pino Di Matteo); ventisei tesserati (Erodiani, Paoloni, Parlato, Bellavista, Buffone, Bressan, Gervasoni, Micolucci, Signori, Sommese, Tuccella, Furlan, Bettarini, Fabbri, Mauro Gibellini direttore sportivo dell'Hellas, Santoni, Manfredini, Tisci, Doni, Deoma, Zaccanti, Veltroni, Rossi, Ciriello, Quadrini e Saverino) sono stati deferiti oggi dal Procuratore federale Stefano Palazzi sulla base degli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Cremona e della successiva attività istruttoria in sede disciplinare nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse.

Atalanta e Chievo, dunque, con Doni e Manfredini da una parte e Stefano Bettarini (tesserato per il Chievo) dall’altra; quindi Giuseppe Signori tra i nomi più noti tra quelli coinvolti.

La società orobica, in base alle imputazioni ascritte ai propri tesserati, rischia una penalizzazione o anche la revoca della vittoria del campionato, mentre il capitano Doni -così come tutti gli altri ai quali è contestato l’illecito sportivo- rischiano una squalifica minima di tre anni. Il Chievo, da parte sua, per responsabilità oggettiva, rischia al massimo una penalizzazione di uno o più punti. Tra i deferimenti relativi alle società, colpiscono quelle per responsabilità diretta nei confronti di Ravenna e Alessandria.

Diversi gli addebiti contestati dal Procuratore federale, che in relazione all’ipotesi finalizzata alla commissione di illeciti per violazione dell’art. 9 del Codice di Giustizia sportiva ha deferito: Massimo Erodiani (calciatore tesserato la Società A.S.D. Pino Di Matteo C5); Marco Paoloni (calciatore tesserato fino al 31 gennaio 2011 per la Cremonese e successivamente trasferito in prestito al Benevento); Gianfranco Parlato (all’epoca dei fatti, allenatore di base iscritto all’albo dei tecnici); Antonio Bellavista (all’epoca dei fatti, iscritto nell’albo del Settore Tecnico quale allenatore di base); Giorgio Buffone (all’epoca dei fatti, direttore sportivo del Ravenna); Mauro Bressan (all’epoca dei fatti, allenatore di base iscritto all’albo dei tecnici); Carlo Gervasoni (calciatore tesserato in prestito, all’epoca dei fatti, per il Piacenza nonchè allenatore di base iscritto all’albo dei tecnici); Vittorio Micolucci (calciatore tesserato, all’epoca dei fatti, per l’ascoli); Giuseppe Signori (all’epoca dei fatti, Allenatore Professionisti di 1a Categoria iscritto all’albo dei tecnici); Vincenzo Sommese (calciatore tesserato, all’epoca dei fatti, per l’Ascoli); Gianluca Tuccella (calciatore tesserato, all’epoca dei fatti, per l’A.S.D. C.U.S. CHIETI) per essersi associati fra loro, in numero di tre o superiore a tre, al fine di commettere una serie indeterminata di illeciti disciplinari, fra i quali illeciti sportivi ex art. 7 CGS e effettuazione scommesse illecite ex artt. 1 e 6 CGS, operando con condotte finalizzate ad alterare il regolare svolgimento e il risultato di gare dei campionati nazionali con lo scopo di illecite locupletazioni o mediante dazioni di denaro costituenti il compenso per l’illecita attività posta in essere ovvero mediante scommesse dall’esito sicuro perchè realizzate su gare combinate. Di conseguenza, deferite per responsabilità oggettiva (art. 4 comma 2 del Codice) le società Pino Di Matteo C5, Cremonese, Benevento, Ravenna, Piacenza, Ascoli, Cus Chieti.

Chievo. Un’operazione d’immagine: cosi il Chievo giustifica il tesseramento di Stefano Bettarini, coinvolto nell’inchiesta sul calcioscommesse, costato alla società veronese il deferimento per responsabilità oggettiva. La società non ha voluto entrare nel merito dell’accordo che ha portato nello scorso campionato al tesseramento di Bettarini. Il giocatore era stato visto qualche volta nel campo di allenamento del Chievo, ma nessuno aveva di fatto ufficializzato l’accordo. Particolare che è emerso solo oggi in occasione del pronunciamento del procuratore federale Stefano Palazzi. Bocche cucite in società sul deferimento con unica indicazione che verrà affidato un commento ad un comunicato ufficiale, che apparirà nel pomeriggio sul sito del Chievo. Trapela comunque una certa soddisfazione per il fatto che appare chiarita l’estraneità da ogni vicenda, come lui stesso aveva ribadito più volte, del capitano Sergio Pellissier, che era stato ascoltato nel corso dell’inchiesta.

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