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20.08.2018

Salvata in Adige, parla il poliziotto
«Le tenevo la testa fuori e le parlavo»

Aveva appena chiamato a casa per dire che alle 12.45 sarebbe rientrato e di cuocere la pasta, ma l’agente scelto Alessandro Marchini, in servizio nella Polizia di Stato, il pranzo lo ha saltato. È stato lui che poco prima di mezzogiorno e mezzo, mentre stava correndo sul lungadige di ponte Catena, ha visto una signora che dopo aver scavalcato la ringhiera in ferro si è lasciata cadere in Adige.

Si è precipitato giù per l’argine, in mezzo alle robinie spinose, ed è entrato in acqua. In quel punto dove la profondità non supera i 40 centimetri ma quella signora di 57 anni in canottiera e calzoni corti, che abita nel quartiere Navigatori, era con la testa sott’acqua. «Ho urlato ad alcune persone che erano sull’argine di chiamare la polizia e i soccorsi mentre le tenevo la testa fuori per farla respirare e continuavo a parlarle».

In pochi minuti sono arrivati gli equipaggi delle Volanti «Milano» e «Centro», i vigili del Fuoco e l’ambulanza inviata da Verona Emergenza. Un eroe in calzoncini corti che si è scorticato per evitare che quel gesto di disperazione si trasformasse in una tragedia. «Non si muoveva, non ho osato spostarla ma le ho tenuto la testa fuori dall’acqua perché non annegasse», ha detto quando alle 13.15 è uscito dall’Adige mentre la signora stava per essere trasferita sull’ambulanza che l’ha poi trasportata al Confortini.

 

La signora ora non è in pericolo di vita ma la prognosi, in attesa che vengano completati gli accertamenti, è riservata. Scorticato l’agente scelto che libero dal servizio stava facendo sport, scorticati i colleghi che si sono lanciati in mezzo agli arbusti che invadono lo spazio verde a ridosso della massicciata in pietra e con la corda in dotazione l’hanno tenuta accanto alla riva. 

Alla fine un’anziana signora si è avvicinata ai poliziotti: «Bravi ragazzi, ho visto quando vi siete precipitati in acqua, vi ho visto parlare a quella signora in continuazione. Bravi».

F.M.
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