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03.08.2018

«Questo governo genera costi e mette a rischio i contratti»

Il segretario del Pd Maurizio Martina
Il segretario del Pd Maurizio Martina

Dal decreto dignità alla situazione del Pd a Verona. Sono i temi affrontati dal segretario del Pd Maurizio Martina che questa sera, alle 20.30, interviene alla Festa dell’Unità nazionale di Quinzano. «Un fronte progressista Mediterraneo», è il tema affrontato nel dibattito che si svolge in questi giorni nell’area San Martino, di fronte alle piscine Santini. E intanto l’ex ministro anticipa a L’Arena alcune considerazioni, a partire dal contestato decreto dignità sul quale è stata espressa una forte opposizione da parte degli industriali del Nord Est, perché ritengono che questo decreto creerà troppi vincoli e una conseguente difficoltà per le nuove assunzioni. Il Pd ha sempre espresso un parere negativo sul Decreto e si allinea così con gli industriali. Come commenta? «Quello di Di Maio e Salvini è il “Decreto Disoccupazione“. Il Governo introduce ostacoli per gli imprenditori e mette a rischio migliaia di posti di lavoro: in particolare per il nordest e per il Veneto, si tratta di un colpo duro. Rischiano così di creare danni incalcolabili. Noi critichiamo in modo radicale questo provvedimento perché penalizza tutti, dalle imprese ai lavoratori. Aumentare i costi del tempo determinato senza favorire davvero il lavoro a tempo indeterminato sarà un boomerang. Le preoccupazioni delle piccole e medie aziende e dei lavoratori sono anche le nostre. Secondo un’indagine il 21,8 per cento dei contratti a termine e il 29 per cento di quelli in somministrazione non sarà rinnovato alla scadenza. Non solo, il 63,7 per cento dei contratti a termini è a rischio. Sono numeri che dovrebbero portare il Governo ad un ripensamento immediato rispetto a delle misure oggettivamente sbagliate e dannose». Sulla questione immigrazione, oltre le polemiche, i numeri parlano di un netto calo degli arrivi. Comunque anche l’Europa oggi sembra più "sensibile" a un problema che evidentemente non può essere solo italiano o, comunque, dei Paesi di primo approdo. Le resistenze sono ancora molte, a livello nazionale e locale. Come vede il futuro per questo fenomeno che, come dicono gli analisti, è destinato a durare negli anni? Una questione, tra l’altro, che peserà al momento delle elezioni europee, l’anno prossimo. «In questi anni, più nello specifico tra l’anno scorso e quest’anno, gli sbarchi sono radicalmente diminuiti, stiamo parlando addirittura di -83% rispetto al 2017 e -81% rispetto al 2016. Questo soprattutto grazie ai governi del Pd e all’azione del ministro Minniti. È evidente che la gestione del fenomeno migratorio sia un grande tema europeo e non soltanto italiano. Ma le politiche fin qui annunciate dal Governo con Salvini rischiano solo di isolare l’Italia e certo i suoi alleati di estrema destra in Europa non stanno aiutando il nostro Paese». Per focalizzare l'attenzione su Verona e sul Veneto, la questione della Tav, che il ministro Toninelli è deciso a bloccare o, almeno, a rivalutare, rischia di creare grossi problemi all’area scaligera, principale snodo ferroviario del Nord Est e direttamente interessata dal passaggio dell’Alta Velocità. Si intravede qualche soluzione? «Anche su questo fronte il Governo va contro gli interessi generali. Una follia ideologica preoccupante. Con il blocco della Tav si rischia grosso: due miliardi di euro di penali, il blocco di finanziamenti Ue, quattromila posti di lavoro a rischio. Si tratta di un’autentica follia. Un danno che rischia di penalizzare in particolare le regioni del nord. A rischio, infatti, c’è tutta la piattaforma logistica del Nord Est. Noi faremo di tutto per impedirlo. E poi mi domando: ma questi signori al governo stanno valutando anche i costi indotti da questi blocchi? Gli investimenti privati stranieri in Italia rischiano un colpo durissimo da scelte come quelle del ministro Toninelli. Purtroppo il governo Salvini-Di Maio sta creando più costi per le imprese, più precarietà e meno investimenti». Da tempo il congresso del Pd a Verona è "congelato". C’è qualche soluzione in vista? «Sono certo che si troverà presto una soluzione. So che si sta lavorando in questo senso e credo che sia necessario arrivare presto a un punto utile per ripartire tutti insieme. Abbiamo bisogno di fare un lavoro aperto e rinnovato anche a Verona». •

E.CARD.
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